Il mondo iperuranio delle idee
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE dal libro Fedro 247c(Phaedr, 247c)

τὸν δὲ ὑπερουράνιον τόπον οὔτε τις ὕμνησέ πω τῶν τῇδε ποιητὴς οὔτε ποτὲ ὑμνήσει κατ᾽ ἀξίαν. ἔχει δὲ ὧδε--τολμητέον γὰρ οὖν τό γε ἀληθὲς εἰπεῖν, ἄλλως τε καὶ περὶ ἀληθείας λέγοντα--ἡ γὰρ ἀχρώματός τε καὶ ἀσχημάτιστος καὶ ἀναφὴς οὐσία ὄντως οὖσα, ψυχῆς κυβερνήτῃ μόνῳ θεατὴ νῷ, περὶ ἣν τὸ τῆς ἀληθοῦς ἐπιστήμης γένος, τοῦτον ἔχει τὸν τόπον. ἅτ᾽ οὖν θεοῦ διάνοια νῷ τε καὶ ἐπιστήμῃ ἀκηράτῳ τρεφομένη, καὶ ἁπάσης ψυχῆς ὅσῃ ἂν μέλῃ τὸ προσῆκον δέξασθαι, ἰδοῦσα διὰ χρόνου τὸ ὂν ἀγαπᾷ τε καὶ θεωροῦσα τἀληθῆ τρέφεται καὶ εὐπαθεῖ, ἕως ἂν κύκλῳ ἡ περιφορὰ εἰς ταὐτὸν περιενέγκῃ. ἐν δὲ τῇ περιόδῳ καθορᾷ μὲν αὐτὴν δικαιοσύνην, καθορᾷ δὲ σωφροσύνην, καθορᾷ δὲ ἐπιστήμην, οὐχ ᾗ γένεσις πρόσεστιν, οὐδ᾽ ἥ ἐστίν που ἑτέρα ἐν ἑτέρῳ οὖσα ὧν ἡμεῖς νῦν ὄντων καλοῦμεν, ἀλλὰ τὴν ἐν τῷ ὅ ἐστιν ὂν ὄντως ἐπιστήμην οὖσαν· καὶ τἆλλα ὡσαύτως τὰ ὄντα ὄντως θεασαμένη καὶ ἑστιαθεῖσα, δῦσα πάλιν εἰς τὸ εἴσω τοῦ οὐρανοῦ, οἴκαδε ἦλθεν.

TRADUZIONE N. 1

Il luogo sovraceleste (L’Iperuranio) dove né mai alcuno poeta cantò qui di queste cose né celebrerà secondo il dovuto. Così è dunque, - infatti bisogna osare dunque dire la verità, soprattutto le cose che si dicono sulla verità- che è realmente l’essenza impalpabile incolore ed informe, conoscibile per la mente da un solo nocchiero dell’anima, intorno alla quale il genere della conoscenza della verità, contiene questo luogo. Poiché dunque il pensiero di un dio si nutre di intelletto e di scienza pura, come di quello di ogni anima che stia per accogliere quanto le si addice, quando col tempo abbia scorto l'essere, ne gioisce e, contemplando la verità, se ne nutre e si trova in buona condizione d’animo, finché la rotazione circolare non riconduca allo stesso punto. Durante l'evoluzione esso contempla la giustizia in sé, contempla la saggezza, contempla la scienza, non quella alla quale è connesso il divenire, né quella che è diversa perché è nei diversi oggetti che noi ora chiamiamo enti, ma quella che è realmente scienza nell'oggetto che è realmente essere. E dopo aver contemplato allo stesso modo le altre entità reali ed essersene saziata, si immerge nuovamente nell'interno del cielo e torna a casa.

TRADUZIONE N. 2

Nessuno dei poeti di quaggiù cantò né canterà mai degnamente la regione sovraceleste. E' così perché bisogna avere il coraggio di dire la verità, specialmente quando si parla di verità. Infatti, la realtà vera, che non ha colore né forma e non si può toccare, che può essere contemplata soltanto dal nocchiero dell' anima, cioè l' intelletto, e su cui verte la vera scienza, occupa questa regione. Dunque la mente divina, dal momento che, come quella di ogni anima che stia per accogliere ciò che le conviene, si nutre di intelligenza e di scienza pura, gioisce quando dopo un certo tempo vede l' essere, e trae nutrimento e beneficio dalla contemplazione della verità, fino a che il movimento circolare non l' abbia riportata al punto di partenza. Durante la rotazione essa contempla la giustizia in sè, contempla la saggezza, contempla la scienza, ma non quella soggetta al divenire e neppure quella che muta a seconda che si occupi dell' uno o dell' altro dei cosiddetti esseri, bensì quella che é la vera scienza del vero essere. E allo stesso modo, dopo aver contemplato gli altri veri esseri fino ad essere sazia, si tuffa di nuovo nel cielo e ritorna alla sua dimora