La virtù secondo Socrate non è insegnabile
VERSIONE DI GRECO di Platone
TRADUZIONE
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Ma qualora un altro provi a consigliar loro che quelli non pensano sia un artigiano, sebbene sia molto bello e nobile anche di natali, non lo accettano più in nessun modo, ma lo deridono e contestano finchè o quello che tentava di parlare, disturbato con grida, si allontana, o gli arcieri lo portano via o lo sollevano, essendo ordinato ciò dai pritani. Pensano dunque riguardo ciò di essere abili, così compiono i propri affari. Ma qualora sia necessario deliberare qualcosa sull'amministrazione della città, alzatosi in piedi, consiglia loro riguardo ciò il falegname, il fabbro e il calzolaio, il mercante e l'armatore, il ricco e il povero, il nobile e il vile, e nessuno come gli antichi rimprovera ciò a loro, cioè che tenta poi di dar consigli non avendolo imparato da nessuno né avendo alcun maestro; infatti è evidente che non pensano sia insegnabile. Allora non solo è così lo stato della città, ma privatamente a noi i più saggi e i migliori dei cittadini non sono in grado di trasmettere agli altri questa virtù che hanno.