La fine di Atene versione di greco di Senofonte
Ἐν δὲ ταῖς Ἀθήναις τῆς Παράλου ἀφικομένης νυκτὸς ἐλέγετο ἡ συμφορά, καὶ οἰμωγὴ ἐκ τοῦ Πειραιῶς διὰ τῶν μακρῶν τειχῶν εἰς ἄστυ διῆκεν, ὁ ἕτερος τῶι ἑτέρωι παραγγέλλων· ὥστ᾽ ἐκείνης τῆς νυκτὸς οὐδεὶς ἐκοιμήθη, οὐ μόνον τοὺς ἀπολωλότας πενθοῦντες, ἀλλὰ πολὺ μᾶλλον ἔτι αὐτοὶ ἑαυτούς, πείσεσθαι νομίζοντες οἷα ἐποίησαν Μηλίους τε Λακεδαιμονίων ἀποίκους ὄντας, κρατήσαντες πολιορκίαι, καὶ Ἱστιαιέας καὶ Σκιωναίους καὶ Τορωναίους καὶ Αἰγινήτας καὶ ἄλλους πολλοὺς τῶν Ἐλλήνων. Tῆ δ᾽ ὐστεραία ἐκκλησίαν ἐποίησαν, ἐν ἧ ἔδοξε τούς τε λιμένας ἀποχῶσαι πλὴν ἑνὸς καὶ τὰ τείχη εὐτρεπίζειν καὶ φυλακὰς ἐφιστάναι καὶ τἆλλα πάντα ὡς εἰς πολιορκίαν παρασκευάζειν τὴν πόλιν. καὶ οὗτοι μὲν περὶ ταῦτα ἦσαν.
Traduzione della versione
Giunta la Paralo, in Atene di notte si divulgava la notizia della sciagura e gemiti (lett. sing. ) si diffondevano dal Pireo attraverso le lunghe mura fino alla città, l'uno riferendo all'altro (la notizia); cosicché nessuno quella notte potè prendere sonno, non solo commiserando i morti, ma ancor molto più se stessi, pensando che avrebbero subito ciò che avevano fatto ai Meli, che erano coloni degli Spartani, avendoli vinti con l'assedio, agli Istiei, a quelli di Sicione e di Torone, agli Egineti e a molti altri Greci. Il giorno dopo convocarono un'assemblea, nella quale fu deciso di sbarrare i porti, tranne uno solo, restaurare le mura, porre sentinelle e in tutte le altre cose preparare la città come per un assedio. Ed essi si occuparono di queste operazioni.