Aut temporibus exclusi aut voluntate sua feriati totos se alii ad poetas, alii ad geometras, alii ad musicos contulerunt, alii etiam, ut dialectici, novum sibi ipsi studium ludumque pepererunt atque in eis artibus, quae repertae sunt, ut puerorum mentes ad humanitatem fingerentur atque virtutem, omne tempus atque aetates suas consumpserunt. Sed quod erant quidam eique multi, qui aut in re publica propter ancipitem, quae non potest esse seiuncta, faciendi dicendique sapientiam florerent, ut Themistocles, ut Pericles, ut Theramenes, aut, qui minus ipsi in re publica versarentur. Sed huius tamen eiusdem sapientiae doctores essent, ut Gorgias, ut Thrasymachus, Isocrates, inventi sunt qui, cum ipsi doctrina et ingeniis abundarent, a re autem civili et a negotiis animi quodam iudicio abhorrerent, hanc dicendi exercitationem exagitarent atque contemnerent quorum princeps Socrates fuit Quorum princeps Socrates fuit, is qui omnium eruditorum testimonio totiusque iudicio Graeciae cum prudentia et acumine et venustate et subtilitate tum vero eloquentia, varietate, copia, quam se cumque in partem dedisset omnium fuit facile princeps

O perché impossibilitati per mancanza di tempo, o perché oziosi per propria scelta, alcuni uomini si dedicarono totalmente alla poesia, altri alla geometria, altri ancora alla musica, altri ancora, come i dialettici, produssero da sé stessi un nuovo studio e una nuova passione e in queste discipline, che furono scoperte affinché le menti dei giovani si plasmassero inclini all'educazione ed alla virtù, consumarono ogni giorno della loro età Ma poiché erano quasi certi molti, che, o nella repubblica per l'ambiguità che non può essere distinta, fiorirono col dire e col fare sapienza, come Temistocle, come Pericle e come Teramene, o quegli stessi che erano meno erano coinvolti nello stato, Ma erano dottori di questa o di quella sapienza, come Gorgia, Trasimaco, Isocrate, furono riscoperti, coloro che, abbondando quelli stessi di dottrina e di qualità, essendo lontani con un certo giudizio dalla politica e dalle preoccupazioni dell'animo, incitando a parlare questo e disprezzandolo. Tra questi Socrate fu il migliore, egli che per testimonianza di tutti gli eruditi ed a giudiziondi tutta la Grecia con saggezza, acutezza, eleganza e sottigliezza, ed anche nell’eloquenza, nella varietà, nella quantità, risultò facilmente il primo di tutti in qualunque campo del sapere egli si fosse dedicato