Sed quoniam, patres conscripti, gloriae munus optimis et fortissimis ciuibus monumenti honore persolvitur, consolemur eorum proximos, quibus optima est haec quidem consolatio, parentibus, quod tanta rei publicae praesidia genuerunt, liberis, quod habebunt domestica exempla uirtutis, coniugibus, quod iis uiris carebunt, quos laudare quam lugere praestabit, fratribus, quod in se ut corporum, sic uirtutis similitudinem esse confident. Atque utinam his omnibus abstergere fletum sententiis nostris consultisque possemus uel aliqua talis iis adhiberi publice posset oratio, qua deponerent maerorem atque luctum gauderentque potius, cum multa et uaria impenderent hominibus genera mortis, id genus, quod esset pulcherrimum suis obtigisse eosque nec inhumatos esse nec desertos, quod tamen ipsum pro patria non miserandum putatur, nec dispersis bustis humili sepultura crematos, sed contectos publicis operibus atque muneribus eaque extructione, quae sit ad memoriam aeternitatis ara Virtutis. uam ob rem maximum quidem solacium erit propinquorum eodem monumento declarari et uirtutem suorum et populi Romani pietatem et senatus fidem et crudelissimi memoriam belli; in quo nisi tanta militum uirtus exstitisset, parricidio M- Antoni nomen populi Romani occidisset. Atque etiam censeo, patres conscripti, quae praemia militibus promisimus nos re publica reciperata tributuros, ea uiuis uictoribusque cumulate, cum tempus uenerit, persoluenda; qui autem ex iis, quibus illa promissa sunt, pro patria occiderunt, eorum parentibus, liberis, coniugibus, fratribus eadem tribuenda censeo.

Ma consacrado, Senatori, la gloria dei nostri eccellenti, valenti cittadini con un monumento onorabile, consoliamo i loro genitori, già ben consolati senza dubbio dal pensiero, per i padri e le madri, di avere dato alla luce questi nobili sostenitori della repubblica; per i figli di possedere nella loro famiglia dei modelli di eroismo; per le mogli, di essere vedove di mariti che bisogna onorare piuttosto con elogi che con le lacrime; per i fratelli, di avere una nobile conformità nei tratti e nelle virtù. Non possiamo noi, con le nostre deliberazioni ed i nostri decreti, asciugare le lascrime di tutti quelli che ho appena nominato, e con qualche discorso proferito in nome dello Stato, appianare i loro dolori e la loro tristezza, e persuadere loro piuttosto dal rallegrarsi, poiché tra tante delle diverse morti che minacciano l'umanità, la più gloriosa è capitata in sorte a quelli che sono appartenuti (hanno appartenuto) a loro; che in un altro luogo i loro corpi non sono stati lasciati senza sepoltura, quella cosa stessa cessa di essere una disgrazia quando si subisce per la patria: né le ceneri sparse deposte in delle tombe senza nome, ma che onorate di un edificio o da delle offerte pubbliche, esse riposeranno in un mausoleo che sarà per tutti i secoli a venire l'altare dei valori. Questa sarà quindi la più grande consolazione per le famiglie di vedere un monumento che attesti sia la bravura dei loro cari/prossimi, sia la pietas del popolo romano, sia la fede del senato, che il ricordo di una guerra atroce nella quale, senza il valore dei nostri soldati, il parricida Antonio avrebbe distrutto il nome del popolo romano. Io propongo di più, o senatori, che le ricompense promesse precedentemente ai nostri soldati, e che prima del ripristino della repubblica dobbiamo liberalmente dare ai militari viventi e vincitori, siano, in quest'epoca, fedelmente pagate; e riguardo a quelli che partecipando alle stesse promesse, sono morti per la patria, suggerisco che siano donate le stesse ricompense ai loro padri, le loro madri, i loro figli, alle loro mogli e ai loro fratelli.