Est autem quaedam animi sanitas, quae in insipientem etiam cadat, cum curatione et perturbatione medicorum conturbatio mentis aufertur. Et ut corporis est quaedam apta figura membrorum cum coloris quadam suavitate eaque dicitur pulchritudo, sic in animo opinionum iudiciorumque aequabilitas et constantia cum firmitate quadam et stabilitate virtutem subsequens aut virtutis vim ipsam continens pulchritudo vocatur. Itemque viribus corporis et nervis et efficacitati similes similibus quoque verbis animi vires nominantur. Velocitas autem corporis celeritas appellatur, quae eadem ingenii etiam laus habetur propter animi multarum rerum brevi tempore percursionem. Illud animorum corporumque dissimile, quod animi valentes morbo temptari non possunt, corpora possunt; sed corporum offensiones sine culpa accidere possunt, animorum non item, quorum omnes morbi et perturbationes ex aspernatione rationis eveniunt. Itaque in hominibus solum existunt; nam bestiae simile quiddam faciunt, sed in perturbationes non incidunt. Inter acutos autem et inter hebetes interest, quod ingeniosi, ut aes Corinthium in aeruginem, sic illi in morbum et incidunt tardius et recreantur ocius, hebetes non item. Nec vero in omnem morbum ac perturbationem animus ingeniosi cadit; non enim in ulla ecferata et immania; quaedam autem humanitatis quoque habent primam speciem, ut misericordia aegritudo metus. Aegrotationes autem morbique animorum difficilius evelli posse putantur quam summa illa vitia, quae virtutibus sunt contraria. Morbis enim manentibus vitia sublata esse possunt, quia non tam celeriter sanantur quam illa tolluntur.

Vi è poi un'altra sanità dell'animo, che può possedere anche l' insipiente, quando, mercé la cura medica, è libero! da malattie dello spirito. E come c'è del corpo una ben tagliata conformazione delle membra congiunta con una dolcezza di colorito e si dice 'bellezza, così riguardo all'animo il costante equilibrio delle opinioni e dei giudizi, congiunto con una saldezza incrollabile, conseguenza della virtù e comprendente in sé la essenza stessa della virtù, si chiama bellezza. Con parole pure simili si nominano le forze dell'animo simili a quelle del corpo, ai suoi nervi, alla sua attività. Quella che riguardo al corpo chiamasi agilità, riguardo all'animo dicesi celerità; essa si considera nel tempo stesso come pregio dell'ingegno per la capacità dell'animò di pensare in breve tempo a molte cose. . - Fra l'animo e il corpo una differenza è che Piùdifficilmente colpa, quelli dell ani mo no, perché tutte le sue malattie e i suoi turbamenti nascono dal trascurare la ragione. Perciò hanno luogo soltanto negli uomini; poiché i bruti sono soggetti a qualcosa di simile, ma scevri da turbamenti. Tra le persone che hanno acume e quelle ottuse possa la differenza che, come si comporta il bronzo di Corinto rispetto alla ruggine, così gli uomini d'ingegno si ammalano molto tardi e si guariscono molto presto, quelli d'ingegno ottuso invece no. Né l'animo dell'uomo d'ingegno è soggetto ad ogni malattia, poiché molte sono addirittura selvagge, alcune al primo aspettò soltanto hanno l'apparenza di sentimenti umani, come la compassione, l'afflizione, il timore. Le infermità e le malattie dell'animo si crede possano sradicarsi più difficilmente dei vizi gravissimi, opposti alle virtù. Difatti, pur rimanendo le malattie, i vizipossono essere tolti, perché quelle non si guariscono con la stessa rapidità con cui quelli si tolgono. Eccoti quello che, con brevità e precisione, gli Stoici discutono intorno alle passioni e chiamano logica, perché si discute con molta esattezza. Giacché il mio discorso ha preso il largo, come da scogli aspri e irti di punte, nella restante disputa avanziamo a vele spiegate, purché io abbia spiegato le cose abbastanza chiaramente, tenuto conto dell'oscurità dell'argomento.