S. V. B. E. E. Q. V. Etsi quid scriberem non habebam, tamen Caninio tabellario ad te eunti non potui nihil dare. Quid ergo potissimum in epistulam scribam? Quod velle te puto, cito me ad te esse venturum; etsi vide, quaeso, satisne rectum sit nos hoc tanto incendio civitatis in istis locis esse. Dabimus sermonem iis qui nesciunt nobis, quocumeque in loco simus, eundem cultum eundem victum esse. Quid refert? tamen in sermonem incidemus.
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Cicerone saluta moltissimo Varrone. Se stai bene, sono contento: anch'io sto bene! Quantunque io non abbia di che scrivere, tuttavia non ho potuto non dare niente al corriere Caninio in partenza verso di te. Che cosa dunque dovrei in particolare scrivere nella lettera? Ciò che ritengo che tu voglia, che presto io verrò da te; vedi anche se, per grazia, sia proprio giusto che io, in questo così cruciale momento per la città, me ne stia in questi luoghi. Darei di che parlare a coloro che non sanno che, in qualunque luogo io mi trovi, ho le stesse usanze e lo stesso modo di vivere. Che importa? Tuttavia sarei oggetto di chiacchiere.