Nuntium optatissimum accepi, te qaestorem in mea provincia factum esse. Spero te diutius mecum fore: magni enim mihi videtur interesse ad eam necessitudinem quam nobis sors tribuit consuetudinem quoque accedere. Quod ad me Curius, consobrinus tuus, mihi, ut scis, maxime necessarius, quod item C. Vergilius, propinquus tuus, familiarissimus noster, de te accuratissime scripsit, ego magni facio, sicut magni haberi debet hominum amicissimorum diligens commendatio; sed tuae litterae de tua praesertim dignitate et de nostra coniunctione maximi sunt apud me ponderis. Quaecumque a me ornamenta in te venire poterunt, venient, ut omnes intelligant a me habitam esse rationem tuae maiorumque tuorum dignitatis. Sed id facilius consequar si ad me in Ciliciam veneris; quod ego et mea et rei pubblicae et maxime tua interesse arbitror.
Ho ricevuto una notizia molto attesa, che tu sei stato nominato questore nella mia provincia. Spero che tu starai più a lungo con me: infatti mi sembra che sia di grande importanza (magni interesse) che anche (quoque) la frequentazione stretta (consuetudinem) si aggiunga (accedere) a quella vicinanza che il sorteggio ci ha assegnato. Quello che mi ha scritto Curio, tuo cugino, come sai a me molto strettamente legato, allo stesso modo quello che mi ha scritto di te in modo molto accurato Caio Vergilio, tuo congiunto, nostro intimo amico, io lo tengo in grande considerazione, così come deve essere considerata molto la puntuale raccomandazione di uomini molto amici; ma sono di grandissimo peso per me le tue lettere specialmente riguardanti la tua carica e la nostra collaborazione. Tutti gli onori che potranno venire da me verso di te, verranno, affinché tutti comprendano che ho tenuto in considerazione il tuo prestigio e quello dei tuoi antenati. Ma otterrò ciò più facilmente se verrai da me in Cilicia; giudico che questo sia importante sia per me sia per lo stato sia specialmente per te.