Achille restituisce a Priamo il corpo di Ettore
Versione di greco

Ermes, essendo stato inviato da Zeus, prestò aiuto a Priamo e avendo aperto le porta dell'accampamento (lo) condusse alla tenda di Achille. Quando aprì facilmente la porta dell'atrio, se ne andava verso l'Olimpo. Priamo entrava, e essendosi gettato alle ginocchia di Achille, supplicò con molte lacrime di restituire il figlio. L'ira di Achille si spense. Infatti Zeus, avendo inviato Teti, esortò questo ad accettare il riscatto. Confortandolo disse al vecchio: "Due giare si trovano nell'abitazione di Zeus, una piena di cose dolorose, l'altra (piena) di cose buone: ed ad alcuni tra gli uomini donano le cose dolorose, ad altri mescolano le cose dolorose e le cose buone.
E così a te, prima gli Dei donarono ricchezza e potenza e figli valorosi: ma adesso uniscono le cose dolorose, avendo ucciso (Gli Dei soggetto) Ettore"

Altra proposta di traduzione

Ermes, messaggero di Zeus e araldo degli dei, stava in piedi vicino a Priamo e, spalancate le porte dell’accampamento, lo conduceva alla tenda di Achille. Dopo aver aperto anche la porta della sala regia, se ne andava sull’Olimpo. Priamo entrava e, prendendo le ginocchia di Achille, con molte lacrime lo supplicava di restituirgli il figlio. L’ira di Achille era caduta. Zeus infatti, mandandogli Teti, gli ordinava di accettare il riscatto. Dunque, facendo coraggio al vecchio, diceva: “Due vasi si trovano nella casa di Zeus, uno pieno di dolori, l’uno di beni e ad alcuni degli uomini dà tutti dolori, ad altri mescola dolori e beni. Così anche a te prima gli dei davano ricchezza e potenza e nobili figli; ora mescolano i dolori facendo morire Ettore. Che di certo un dio ti conduce qui, questo è chiaro. Dunque obbedisco agli dei e ti restituisco tuo figlio”. E mantenendo la promessa restituisce al padre il cadavere del figlio.