Γεωργος εν τω σκαπτειν χρυσιω περιετυγκἁνε. Καθ' εκαστην ημεραν ουν την Γην εστρεφεν ενομιζε γαρ υπο της Γης ευεργετεισθαι. Τω δε η Τυχη εφαινεετο και ελεγε "Ω αχαριστε, τι τη Γη τα εμα δωρα προσνεμεις; Ου γαρ τη Γη, αλλα τη Τυχη πρεπει σε κἁριζειν επει εγω σε επλουτιζον. Αλλ' δ'οτε ο καιρος μεταβαλλει και προς ετερον ανθρωπον το χρυσιον ερχεται, τοτε δη την Τυχην μεμφη. " Ο μυθος δηλοει οτι οι ανθρωποι αγαθοι σπουδαιως ζητεουσιν εξ ουτινος ευεργετεονται.

Traduzione numero 1

Un contadino, nello scavare, trovò una moneta d'oro. Ogni giorno perciò offriva una corona a Gea, pensando di essere stato beneficiato dalla terra Allora Tuche, comparsagli accanto, gli disse: "Amico, perché rendi onore a Gea per i doni che io ti ho dato, volendo renderti ricco? Se infatti la circostanza dovesse cambiare e codesto tuo oro passasse in altre mani, so che allora biasimeresti me, Tuche. " La favola vuole dirci che bisogna saper individuare quali siano i nostri benefattori e ad essi tributare la nostra riconoscenza

Traduzione numero 2

Un contadino nello zappare si imbatté in un tesoro. Dunque, ogni giorno dissodava la terra: infatti, riteneva di essere stato beneficato dalla Terra. Ma a lui apparve la Sorte e disse: "O ingrato, perché attribuisci alla Terra i miei doni? Infatti, è opportuno che tu ringrazi non la Terra ma la Sorte poiché io ti arricchivo. Ma quando il momento favorevole cambia e il tesoro giunge ad un altro uomo, allora, dunque, biasimi la Sorte". La favola dimostra che gli uomini buoni cercano con solerzia da chi essere beneficati.

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