Quot et quae fuerint Caii Caesaris merita enumerare longum est, nec facile eius clementiam pro merito laudare possum. Illud tamen liceat exemplum clementiae proferre, quod ille edidit, cum iam omnes adversarios bello vicerat et omnibus magistratibus et honoribus rei publicae potitus erat. Tum facile ei erat crudeliter animadvertere in eos qui obstiterant in bello civili, sed Caesar utilius et laudabilius putavit veniam erroris concedere omnibus adversariis et delere memoriam discordiarum civilium oblivione perenni. Quare non solum exsulibus reditum in patriam concessit, sed pristinam dignitatem restituit, neque obtemperavit amicis monentibus ut obtrectatores castigaret, putans melius esse veniam dare omnibus quam ab aliquo crudeliter poenam expetere. Si eius exemplum secutus esset Antonius, nunc nullas haberemus proscriptorum tabulas et omnibus pace et otio frui liceret!

E' lungo elencare quanti e quali siano stati di Caio Cesare, né posso lodare facilmente la sua clemenza in difesa del giusto. Tuttavia che sia lecito portare avanti il noto modello di clemenza che egli mostrò quando aveva ormai sconfitto tutti i nemici nella battaglia e quando aveva ricoperto ogni magistratura e carica della repubblica. Allora era per lui facile punire crudelmente coloro che gli si erano opposti durante la guerra civile, ma Cesare considerò più vantaggioso e più degno di lode perdonare le colpe a tutti i nemici e cancellare il ricordo delle discordie civili dimenticandole definitivamente. Quindi non solo permise di ritornare in patria agli esuli ma prima restituì l'originaria autorità, e non diede retta agli amici che lo esortavano a punire i maldicenti, ritenendo che fosse meglio concedere il perdono a tutti piuttosto che chiedere una pena più crudele. Se Antonio avesse seguito il suo esempio, adesso in verità non avremmo nessuna lista di proscrizione e sarebbe concesso a tutti di godere della pace e del riposo!
(by Vogue)

Versione tratta da Velleio Patercolo