Caesar appropinquare dicebatur tantusque terror incidit in Pompei exercitum, ut paene omnes milites ex Epiro finitimisque regionibus signa relinquerent ac complures arma proicerent. Sed cum prope Dyrrachium Pompeius constitisset castraque metari iussisset ac Caesarem exspectare statuisset, perterrito etiam tum eius exercitu, primus Labienus legatus procedit iuratque se eum non deserturum, eundum casum («destino») subiturum, quemcumque (casum) ei fortuna tribuisset. Hoc idem reliqui legati iurant; tribuni militum centurionesque sequuntur, atque idem exercitus iurat. Caesar, qui nec die nec nocte iter intermisisse nuntiabatur, ad Dyrrachium finem properandi fecit et castra ad flumen Apsum in fines Apolloniatium posuit ibique reliquarum ex Italia legionum adventum exspectare et sub pellibus («tende») hiemare constituit. Hoc idem Pompeius facit et, trans flumen Apsum positis castris, eo copias omnes auxiliaque conducit. Interea Calenus, legionibus in naves impositis, ut iussus a Caesare erat, Brundisio solvit sed paulum e portu progressus, litteras a Caesare accepit, quibus est certior factus Illyriae portus litoraque omnia classibus adversariorum teneri. Quo cognito, naves omnes revocat et Brundisium redit.

Si diceva che Cesare si avvicinava e tanto terrore cadde nell'esercito di Pompeo, che a stento tutti i soldati lasciarono le insegne (disertarono) dall'Epiro e dalle regioni più vicine e parecchi gettarono le armi. Ma Pompeo essendosi fermato nei pressi di Durazzo ed avendo ordinato di porre l'accampamento ed avendo deciso di attendere Cesare, atterrito allora anche l'esercito di costui, il legato Labieno procedette per primo e giurò che non l'avrebbe abbandonato, che avrebbe subito lo stesso destino, qualsiasi destino la sorte gli avesse attribuito. I restanti legati giurarono questa stessa cosa; i tribuni militari ed i centurioni fecero lo stesso, e l'esercito giurò la stessa cosa. Cesare, che si era saputo che non aveva interrotto la marcia né di giorno né di notte, fece in modo di affrettarsi verso il confine di Durazzo e pose l'accampamento presso il fiume l'Apso nei confini degli Apolloniati e decise di attendere lì l'arrivo delle rimanenti legioni dall'Italia e di svernare sotto le tende. Pompeo fece questa stessa cosa e, posto l'accampamento al di là del fiume Apso, condusse in quel luogo tutte le milizie e quelle ausiliarie. Frattanto Caleno, collocate le legioni nelle navi, com'era stato ordinato da Cesare, salpò a Brindisi ma procedendo un poco dal porto, ricevette una lettera da Cesare, con cui lo informava che i porti e tutti i litorali dell'Illiria erano occupati dalle flotte degli avversari. Saputo ciò, richiamò tutte le navi e ritornò a Brindisi.
(By Maria D. )

Versione tratta da Cesare