Cyro, Persarum regi, successit Cambyses filius, qui imperio patris Aegyptum adiecit. Post huius mortem magus quidam, simulans se fratrem Cambysis esse, regnum occupavit; nec tamen diu imperio obtinuit: nam post aliquot menses fraus eius detecta est. Cum ergo contra eum a Persarum princibus coniuratio facta esset, magus ille ab eis interfectus est. Qui principes, cum omnes regnum sibi exoptarent paresque virtute et nobilitate viderentur, inter se pacti sunt ut, die costituta, prima luce equos suos ante regiam perducerent et ille rex declararentur, cuius equus primus hinnitum edidisset. Nam equi a Persis divini habentur, quia Solis (qui esse deus dicitur) sacri sunt. Inter coniuratos etiam Dareus erat, Histaspis filius, qui secum equi custodem fidum et callidum habebat cuius fraude Dareus vistor dicitur in certamine evasisse. Nam is a domino iussus est equum ferro clam concitare ut hinnitum primus emitteret. Cu id, non animadversa a ceteris fraude, deorum auspicium visum esset, confestim de equo desiluisse omnes dicuntur et Dareum regem salutavisse.

A Ciro, re dei Persiani, succedette il figlio Cambise, che aggiunse l’Egitto all’impero del padre. Dopo la morte di questi, un indovino, fingendo di essere il fratello di Cambise, s'impadronì del regno; eppure non tenne a lungo il potere : infatti, dopo alcuni mesi il suo inganno fu svelato. Quindi, essendo stata fatta una congiura contro di lui dai nobili dei Persiani, quell'indovino venne ucciso da essi. Questi nobili, poiché tutti desideravano il regno per sè e poiché sembravano pari in valore e in nobiltà, si accordarono fra loro affinché, in un giorno fissato, conducessero all’alba i loro cavalli davanti alla reggia e venisse proclamato re colui il cui cavallo avesse nitrito per primo. Infatti i cavalli sono considerati divini dai Persiani, perché sono consacrati a Sole (che si dice sia un dio). Fra i congiurati c’era anche Dario, figlio di Istaspe, che aveva con sè un custode del cavallo fedele e astuto con un inganno del quale si dice che Dario riuscì vincitore nella gara. Infatti gli fu ordinato dal padrone di spronare il cavallo con un pungolo affinché emettesse un nitrito per primo. Non essendo stato notato l'imbroglio da tutti gli altri, essendo ciò sembrato un presagio degli dei, si dice che tutti saltarono subito giù dal cavallo e acclamarono come re Dario.