Gravibus rebus recognitis urbis Romae, Sallustius, clarus historicus, Caesarem cum Catone ita comparat. Caesar beneficiis ac munificentia magnus existimabatur, integritate vitae Cato. Ille mansuetudine et misericordia clarus factus est huic severitas dignitatem addiderat. Caesar dando, sublevando, ignoscendo gloriam adeptus est, Cato nihil largiendo. In altero miseris perfugium erat, in altero malis pernicies illius facilitas, huius constantia laudabatur. Caesar, negotiis amicorum intentus, sua neglegebat, nihil danegabat quod dono dignum esse: sibi magnum imperium exercitum, bellum novum exoptabat ubi virtus enitescere posset. Catoni studium modestiae decoris sed maxime severitatis erat: esse quam iudicari bonus malebat: ita, quo minus petebat gloriam, eo magis illam consequebatur.
Dopo che furono ricordate le difficoltà (Le situazioni gravi) della città di Roma, il famoso storico, Sallustio, confronta così Cesare con Catone. Cesare era considerato importante per i benefici e la generosità, Catone per l'integrità di vita. Il primo divenne famoso per la mitezza e la misericordia la severità gli aveva conferito la dignità. Cesare raggiunse la gloria donando, alleviando, perdonando, Catone non elargendo alcunchè. Nell'uno (Cesare) i poveri trovavano (avevano dativo di possesso) un rifugio, nell'altro i cattivi trovavano (avevano) la rovina, era elogiata la semplicità dell'uno, la costanza dell'altro. Cesare, attento agli affari degli amici, trascurava i suoi, non rifiutava niente che poteva essere degno di un dono: preferiva per sè un impero un grande esercito, una nuova guerra in cui il valore poteva brillare. Catone nutriva (aveva dativo di possesso) il desiderio di moderazione e decoro ma soprattutto di severità: preferiva essere che essere giudicato buono: così, quanto meno cercava la gloria, tanto più la conseguiva. (Da Sallustio) (by Maria D.)