Si ullius culpae essem conscius aequo animo tolerarem at nullum ego facinus commisi familiae numquam obfui inimico semper rei familiari profui at numquam fui satur et persaevo subsum dominio. Has propter causas aliasque quas longum est promerere quocumque pedes me ducent aufugere constitui. Tum Aesopus : audi, si nihil mali fecisti et his incommodis quae dicis nunc subes quid tibi poterit accidere si peccaveris? Haec argumentatio servum a fuga deterruit: nullum est malum quo aliud peius esse non possit.

TRADUZIONE

Se fossi consapevole di colpa alcuna sopporterei con serenità, ma io non ho commesso alcun delitto mai ho nuociuto con odio alla famiglia sempre ho giovato al patrimonio ma mai sono stato sazio e son sotto un potere molto impetuoso. Per questi motivi ed altri che è lungo trattare dovunque mi condurranno i piedi ho deciso di fuggire via. Allora Esopo: ho ascoltato, se non hai fatto nulla di male e in queste condizioni spiacevoli che tu dici ora stai sotto cosa ti potrebbe succedere se tu avessi sbagliato? Questo ragionamento trattenne il servo dalla fuga: non c’è alcun male per cui un altro non possa essere peggiore.