Alexander, cum per Ciliciam transiret, itinere et solis ardore fessus, vestem deposuit et in Cydnum flumen, quod urbem Tarsum interfluit, descendit ut corpus pulvere et sudore aspersum ablueret. Haec temeritas paene ei fatalis fuit. Nam subito artus eius rigere coeperunt et totum corpus vitalis calor reliquit. Ille, exspirantis similis, in tabernaculum delatus est. Quod ingentem sollicitudinem omnibus militibus iniecit. Postae rex, cum paulisper recreatus esset, a Parmenione, fidissimo amicorum, per epistulam monitus est ut diffederet medico Philippo, nec ei vitam suam committeret, quia ille a rege Dario corruptus esset ut regem suum veneno necaret. Alexander consilium Parmenionis praetermisit et interritus bibit medicamentum quod ei medicus obtulerat. Post tres dies autem rex, sanatus, ad conspectum militum se obtulit et medicus quasi deus ab omnibus consalutatus est.
Alessandro, viaggiando per la Cilicia, spossato dal tragitto e dal calore del sole, depose la veste e scese nel fiume Cidno, che scorreva nella città di Tarso per detergere il corpo insudiciato dalla polvere e dal sudore. Questa leggerezza gli fu quasi fatale. Infatti improvvisamente i suoi arti iniziarono ad irrigidirsi ed il calore vitale abbandonò tutto il corpo. Costui, come chi sta per morire, fu trasportato nella tenda. Ciò ispirò una grande sollecitudine da parte di tutti i soldati. Poi il re, dopo che fu rianimato un poco, fu ammonito da Parmenione, il più fidato tra gli amici, attraverso una lettera di diffidare dal medico Filippo, di non affidargli la sua vita, perché quello era stato corrotto dal re Dario ad uccidere il proprio re con il veleno. Alessandro tralasciò il consiglio di Parmenione e bevve imperterrito la medicina che il medico gli aveva offerto. dopo tre giorni in verità il re, guarito, si concesse al cospetto dei soldati, ed il medico venne salutato da tutti insieme come un dio. (by Maria D.)