Antius Restio proscriptus a triumuiris, cum omnes domesticos circa rapinam et praedam occupatos videret, quam maxime poterat dissimulata fuga se penatibus suis intempesta nocte subduxit. cuius furtiuum egressum seruos ab eo uinculorum poena coercitus inexpiabilique litterarum nota per summam oris contumeliam inustus curiosis speculatus oculis ac uestigia huc atque illuc errantia beniuolo studio subsecutus lateri uoluntarius comes adrepsit. quo quidem tam exquisito tamque ancipiti officio perfectissimum expectatae pietatis cumulum expleuerat: his enim, quorum felicior in domo status fuerat, lucro intentis ipse, nihil quam umbra et imago suppliciorum suorum, maximum esse emolumentum eius, a quo tam grauiter punitus erat, salutem iudicauit, cumque abunde foret iram remittere, adiecit etiam caritatem. nec hactenus beniuolentia processit, sed in eo conseruando mira quoque arte usus est: nam ut sensit cupidos sanguinis milites superuenire, amoto domino rogum extruxit eique egentem a se conprehensum et occisum senem superiecit. interrogantibus deinde militibus ubinam esset Antius manum rogo intentans ibi illum datis sibi crudelitatis piaculis uri respondit. quia ueri similia loquebatur, habita est uoci fides. quo euenit ut Antius tutam quaerendae incolumitatis occasionem adsequeretur.
Anzio Restione, proscritto dai triumviri, vedendo che turri i domestici erano occupati intorno nella rapina e nel bottino quantonpiù poteva, nascosta la fuga, a notte fonda fuggì dalla propria casa. , un servo, da lui punito col carcere (messo in catene) e marchiato, come massima offesa con una lettera indelebile sul volto, avendo scorto con occhi curiosi la sua uscita furtiva (l’uscita furtiva del quale) e avendo seguito con benevolo interesse le orme lasciate qua e là, gli si mise a fianco, volontario compagno. in questo tanto delicato e duplice dovere certamente aveva costruito un cumulo perfetto di insperata pietà: mentre qulli la cui posizione nella casa era stata piuttosto felice erano intenti al lucro, nulla più che l’ombra e limmagine dei suoi supplizi giudicò che la più grande ricompensa fosse la salvezza di quello dal quale era stato punito tanto severamente e quando sarebbe stato molto lasciar cadere l’ira aggiunse anche la carità. Né la generosità arrivò fino a questo punto ma usò anche una stupefacente abilità nel salvarlo infatti, come si accorse che sopraggiungevano dei soldati assetati di sangue, allontanato il padrone, costruì un rogo e vi gettò sopra un vecchio mendicante da lui catturato ed ucciso, poi ai soldati che chiedevano dove fosse Anzio indicando con la mano il rogo rispose che lì lo bruciava avendogli inferto crudeli punizioni. Poiché diceva cose verosimili fu data fede alle parole. Così accadde che Anzio ottenesse una sicura occasione di cercare la salvezza