In muto animali non est beata vita nec id a quo beata vita efficitur: in muto animali bonum non est. Mutum animal sensu comprehendit praesentia; praeteritorum reminiscĭtur cum in id incidit a quo sensus excitatur, tamquam equus reminiscitur viae cum ad initium eius admotus est. In stabulo quidem nulla est memoria illi viae quamvis saepe calcatae. Tertium tempus, id est futurum, ad muta animalia non pertinet. Quomodo ergo potest natura eorum perfecta videri, quibus usus perfecti temporis non est? Tempus enim tribus partibus constat: praeterita, praesentia, ventura. Animalibus tantum quod brevissimum est datum, praesens: praeteriti temporis rara memoria est nec umquam revocatur nisi praesentium occursu.
Per l'animale che non parla la vita non è felice né da ciò scaturisce una vita felice: nell'animale che non parla non c'è il bene. L'animale che non parla comprende le cose presenti dalla percezione; richiama alla memoria le percezioni precedenti quando s'imbatte in ciò da cui la percezione è sollecitata, così come il cavallo si ricorda del percorso quando viene mosso all'inizio di questo. Nella stalla in verità non c'è nessun ricordo di quel percorso anche se è calcato spesso. Il terzo periodo, cioè il futuro, non appartiene agli animali che non parlano. Come potrebbe infatti la natura di costoro sembrare perfetta, il cui uso non è di un tempo perfetto? Il tempo infatti consta di tre parti: passato, presente e futuro. Agli animali è stato dato soltanto ciò che è di brevissima durata, il presente: il ricordo del tempo passato è raro non viene mai rievocato se non nell'occasione di ciò che avviene nel presente. (by Maria D.)
Versione tratta da Seneca