tratta da Latina Lectio
Diogenes philosophus tam libere vivebat ut numquam dubitaverit dicere quid de potentius sentiret. Olim, cum in tepore solis sederet, ad Alexandro Magno interrogatus quid a rege desideraret, <Paulum recede-inquit-nam umbra corporis tui radios solis intercludit>. Rursus, cum meridies esset, ambulabat in foro Athenis, lucerman acensam in manu tenens. Cum civis eum interrogavisset cur lucernam meridie accendisset et quid quaereret: <Hominem quaero, sed hic homines non sunt>Modo Athenis, modo Lacedaemone habitabat et interrogatus cur stabili sede non uteretur: <More Persarum regum vivo, qui hieme persepoli habitant, aestate Susis, semper mitius caelum quaerentes>respondit. Olim cum Athenas Lacedaemone reverteret, amico quaerenti unde venret et quo tenderet, mollles Atheniensium mores ridens, respondit<Ex virorum sede ad domicilium feminarum>
il filosofo Diogene viveva con tanto senso di libertà che non esitò mai a dire cosa pensava dei potenti. Una volta, mentre era seduto al tepore del sole, essendogli stato chiesto da Alessandro Magno che cosa desiderasse dal re, disse : « Spostati un po', infatti l'ombra del tuo corpo ostruisce i raggi del sole ». E ancora, benchè fosse mezzogiorno, camminava nel foro ad Atene, tenendo in mano una lucerna accesa. Avendogli un cittadino chiesto, perché avesse acceso una lucerna a mezzogiorno e cosa cercasse : « Cerco l'uomo, ma qui non ci sono uomini ». Risiedeva ora ad Atene, ora a Sparta e poiché gli era stato chiesto perché non usasse una dimora stabile, rispose : « Vivo alla maniera dei re Persiani, che in inverno abitano a Persepoli, in estate a Susa, cercando sempre un clima più mite ». Una volta, mentre ritornava da Sparta ad Atene, ad un amico che gli chiedeva, da dove venisse e dove fosse diretto, deridendo le abitudini effeminate degli Ateniesi, rispose : « dalla sede degli uomini al domicilio delle donne ».