Pompeius, cum Rhodum venisset decedens ex Syria, audire voluisse Posidonium; sed cum audisset eum graviter esse aegrum, quod vehementer eius artus laborarent, voluisse tamen nobilissimum philosophum visere; quem ut vidisset et salutavisset honorificisque verbis prosecutus esset molesteque se dixisset ferre, quod eum non posset audire, at ille "Tu vero", inquit, "potes, nec committam ut dolor corporis efficiat ut frustra tantus vir ad me venerit. "Itaque narrabat eum graviter et copiose de hoc ipso, nihil esse bonum, nisi quod esset honestum, cubantem disputavisse, cumque quasi faces ei doloris admoverentur, saepe dixisse: "Nihil agis, dolor! quamvis sis molestus, numquam te esse confitebor malum"
Pompeo, essendo arrivato a Rodi allontanandosi dalla Siria, volle ascoltare Posidonio; ma avendo sentito dire che egli era gravemente malato, poiché le sue articolazioni soffrivano fortemente, volle tuttavia far visita al famosissimo filosofo. Ma quando lo vide, (lo) salutò e (gli) si rivolse con parole onorevoli, disse che egli sopportava a malinucore che non potese ascoltarlo, ma egli: "Ma in verità -disse- puoi, e non permetterò che il dolore del corpo faccia in modo che un uomo tanto grande sia venuto da me inutilmente"Pertanto giacendo a letto discusse seriamente e abbondantemente riguardo questo stesso, che nulla è buono se non ciò che è onesto, ed appressandosi a lui per così dire fitte di dolore, spesso disse: "Non (mi) fai nulla, dolore! Per quanto (tu) sia fastidioso, giammai ammetterò che tu sei un male"