Ixion, quem rota perpetue circumagit, hoc docet: passibus ambiguis fortuna volubilis errat et manet in nullo certa tenaxque loco. Sisyphus in altum montem summo labore saxum trahebat, quod autem de vertice semper corruebat, ut hominum miseriae infinitae essent. Tantalus, qui in flumine stans sitiebat, avarum describebat: circumfluunt illum bona, quorum nullum adhibere potest. Tityi gigantis iecur, apud Inferos per novem iugera iacentis, sempiterne vultur rodiebat, quod semper recrescebat, ut gigans gravi afficeretur supplicio. Consulto antiqui veritatem velis texerunt ut sapiens intellegeret, rudis autem erraret. (da Fedro)
Issione, che faceva girare continuamente le ruote, insegna ciò: la fortuna sbaglia perché con i passi ambigui è volubile e non rimane certa e tenace in alcuna circostanza. Sisifo trascinava la roccia nell'alto monte con elevata fatica, che in verità crollava sempre dalla sommità, per simboleggiare le infinite miserie degli uomini. Tantalo, che pur stando nel fiume era assetato, simboleggiava l'avaro: lo circondavano cose buone, di cui non poteva usufruire nulla. Il fegato del gigante Tizio, giacendo presso gli inferi per nove iugeri, rosicchiava eternamente un avvoltoio, che ricresceva sempre, affinché il gigante fosse torturato con un pesante supplizio. volutamente gli antichi ricoprirono la verità con i veli affinché il saggio comprenda, ma vagabondi come un selvaggio. (By Maria D.)