Inizio: Aemilius, praetor urbanus, vatum antiquum librum invenerat in quo vaticinium continebatur Fine: prope Ophantum flumen, locus erat ubi Romani acerbam cladem acceperant.
Il pretore urbano Emilio, aveva reperito un antico libro dei vati, in cui era contenuta una predizione di Marco, che era stato un vate famoso. Marco Emilio aveva subito consegnato il libro al nuovo pretore Silla. Nel vaticinio di Marco così fu predetta la strage presso Canne: «Fuggi, o Romano, il fiume Ofanto; lì sarai costretto da popoli stranieri a combattere nei campi Diomedei. Le truppe Romane saranno vinte. Macchierai la terra con il tuo sangue e l'acqua del fiume trascinerà dal terreno fertile al vasto mare i corpi di molti tuoi concittadini che sono morti in battaglia. I corpi dei soldati offrirono cibo ai pesci, agli uccelli, alle belve che vivono sulla terra. Così ho letto scritto nel libro di Giove». Il vaticinio venne divulgato a Roma dopo la battaglia di Canne ed i soldati ed i consoli compresero le cose che erano state predette: la pianura presso Canne, nei pressi del fiume Ofanto, era la località dove i Romani avevano ricevuto un'amara sconfitta.