Quantum civium discordia non modo non prosit, sed plerumque patriae obfuerit, scire possumus ex libris veterum scriptorum. In Philippo, Macedonumm rege, tanta inerat dominationis cupiditas ut Graeciam subigere et regno suo congiungere desideraret. Id facile efficere potuit, quia inter Graecos maxima discordia erat. Non defuerunt Athenis acerrimi adversarii Philippi, inter quos princeps fuit Demosthenes, sed illi qui civitatibus Graecis praeerant eius voci non obtemperaverunt. Sic Philippus in Graeciam venit cum exercitu validissimo, cui ipse praeerat, et facile Graecos discordes vicit.
Possiamo sapere dai libri dei vecchi scrittori quanto la discordia dei cittadini non serva a nulla, anzi, abbia recato noia alla patria. In Filippo, re dei Macedoni, c'era tanta bramosia di dominare che desiderò sottomettere la Grecia ed annetterla al suo regno. Poteva fare ciò con facilità, poiché fra i Greci esistevano numerose discordie (contese). Non mancarono ad Atene gli acerrimi avversari di Filippo, fra i quali il principale fu Demostene, ma quelli che erano a capo delle città greche, non ascoltarono le sue parole. Così Filippo venne in Grecia con un esercito preparatissimo, del quale egli stesso era il comandante, e vinse con facilità le discordie.