Paris, Priami filius, Troianorum regis, Menelao, Agamemnonis fratri, gravem iniuriam fecerat. Nam, iuris hospitii immemor, Helenam uxorem Menelao rapuerat. Tum Graeciae principes Troianis bellum moverunt et Troiam in Asia obsidione circumdederunt. Incolae Troiae libertatem patriae strenue et diu armis defenderunt. Demum, post multos annos, Ulixes dolum equi lignei paravit et Graeci in moenia urbis intraverunt, regem senem plurimosque patriae defensores necaverunt, tecta et templa diruerunt. Tunc dei, irati propter Ulixis fraudem et sociorum impietatem, Graecorum principes punire statuerunt. Nam multi in mari decesserunt, multi in patria mortem per propinquos obierunt. Ulixes diu per maria erravit, multorum suorum mortem vidit, omnes socios et naves procellis amisit, naufragia fecit, vix in Polyphemi spelunca necem vitavit et postremo in patria cum Procis pugnare debuit.

Paride, figlio di Priamo, re dei Troiani, aveva compiuto un grave oltraggio nei confronti di Menelao, fratello di Agamennone. Infatti, immemore del diritto di ospitalità, aveva rapito Elena moglie di Menelao. Allora i principi della Grecia mossero guerra contro i Troiani e circondarono Troia in Asia con un assedio. Gli abitanti di Troia difesero strenuamente e a lungo con le armi la libertà della patria. Finalmente, dopo molti anni, Ulisse preparò l'inganno del cavallo di legno ed i Greci entrarono nelle mura della città, uccisero il vecchio re e moltissimi difensori della patria, distrussero le abitazioni ed i templi. Allora le divinità, adirate per l'inganno di Ulisse e l'empietà degli alleati, decisero di punire i principi Greci. Infatti molti morirono in mare, molti morirono in patria dinanzi ai parenti. Ulisse errò a lungo per i mari, vide la morte di molti dei suoi, durante le tempeste perse le navi e tutti i suoi compagni, fece naufragi, evitò a stento la morte nella spelonca di Polifemo e alla fine dovette lottare in patria con i Proci. (By Maria D.)