Nullus homo solvere aenigma valebat et incolarum cedes maxima erat. Creon rex per Graeciam edixit: «Viro, qui Sphingae aenigma solverit, regnum et Iocasten sororem meam in coniugium promitto». Postquam regni cupidine iam multi venerant sed vitam amiserant, pervenit Oedipus, iuvenis ingenio et virtutibus magnis, et statim aenigma solvit: «Homo est id animal: prima pueritia enim quattuor cruribus procedit, matura aetate duobus, in senectute tribus nam tertium crus baculum est». Sphinx irata de rupe tandem se praecipitavit et Oedipus regnum paternum et Iocasten matrem inscius accepit uxorem, ex qua quattuor liberos procreavit.

Nessun uomo era in grado di risolvere l'enigma e c'era una grandissima strage dei cittadini. Il re Creonte proclamò per tutta la Grecia: "all'uomo che avrà risolto l'enigma della sfinge, io prometto il regno e Giocasta, mia sorella in matrimonio". Dopo che molti erano giunti al regno per brama di potere, ma avevano perso la vita, giunse Edipo, giovane di grande ingegno e di grandi virtù e subito risolse l'enigma: "Questo animale è l'uomo: infatti nella prima fanciullezza procede con quattro gambe  (crus, cruris) [a carponi], nell'età matura con due (gambe), nella vecchiaia con tre (gambe) infatti la terza gamba è il bastone." La sfinge adirata si gettò dalla rupe ed Edipo, ignaro, acquisì il regno paterno e la madre Giocasta come moglie, dalla quale procreò quattro figli.