Caesar, conversus ad ordinandum rei publicae statum, senatum supplevit et praetorum, aedilium, quaestorum, minorum etiam magistratuum numerum ampliavit. Octoginta autem civium milia in transmarinas colonias distribuit; omnes medicos et liberalium artium doctores, quo libentius Romam incolerent, civitate donavit. Ius laboriosissime ac severissime dixit, poenas facinorum auxit. De ornanda instruendaque Roma, item de tuendo ampliandoque imperio plura ac maiora in dies sibi proponebat: in primis extruere Martis templum, repleto et complanato lacu in quo naumachĭae spectaculum ediderat, et aedificare theatrum summae magnitudinis apud Tarpeium montem; in paucissimos libros conferre leges optimas et necessarias ex immensa diffusaque legum copia; publicare bibliothecas Graecas Latinasque, quas maximas posset, data Marco Varroni cura earum comparandarum; siccare Pomptinas paludes; viam munire a mari Adriatico per Apennini dorsum usque ad Tiberim; perfodere Isthmum Corinthium; Dacos, qui se in Pontum et Thraciam effuderant, coercere; Parthis inferre bellum. Talia agentem atque meditantem eum mors praevenit.

Cesare, determinato a riassettare l'ordinamento dello stato, completò il senato e ampliò il numero dei pretori, degli edili, dei questori e anche dei magistrati minori. Inoltre distribuì ottantamila cittadini nelle colonie oltremare; fece dono della cittadinanza a tutti i medici e gli eruditi nelle arti liberali, affinché vivessero più volentieri a Roma. Amministrò la giustizia in maniera estremamente severa e accurata, innalzò le pene dei delitti. Riguardo all'abbellire e all'edificare Roma e allo stesso modo riguardo al proteggere e all'ampliare l'impero, si proponeva di giorno in giorno cose più numerose e più grandi: per prima cosa costruire un tempio di Marte, dopo aver riempito e spianato il lago nel quale aveva offerto lo spettacolo della naumachia, e costruire un teatro di notevole grandezza presso il monte Tarpeio; raccogliere in pochissimi libri le leggi migliori e necessarie dell'immensa e sparpagliata quantità di leggi; aprire al pubblico biblioteche Greche e Latine più grandi che potesse, dopo aver dato a Marco Varrone l'incarico di organizzarle; bonificare le paludi Pontine; fortificare la strada dal mare Adriatico, attraverso la dorsale dell'Appennino, fino al Tevere; traforare l'istmo di Corinto; frenare i Daci che si erano riversati nel Ponto e in Tracia; muovere guerra ai Parti. Mentre meditava e compiva simili cose la morte lo anticipò.

Versione tratta da: Svetonio