Veteres Persarum fabulae tradunt Astyagem, ultimum Medorum regem, tristi somnio perturbatum, magos ad se vocavisse, ut gravi sollicitudine solveretur; hi enim somniorum interpretes vatesque existimabantur. Cum Astyages eis somnium aperuisset, magi illud explanaverunt his verbis: " Magnum tibi, rex, instare periculum scito. Nam ita somnium portendit, infantem, nuper a filia tua partum, brevi regno tuo interitum paraturum". Hoc exagitatus responso, rex statim puerulum ad regiam portari iussit ac pastori cuidam ut eum in montibus exponeret imperavit. Tali modo fore ut instanti periculo liberaretur sperabat ac fatorum necessitatem vitaret. At cum pastoris tantum scelus patrandi animus defuisset, infantem, diligenter celatum, secum domum portavit. Humili cultu educatus, Cyrus aliquot annos apud pastorem, a quo servatus erat, vixit. Cum autem viribus ac sapientia abundaret, ab aequalibus, dum pueriliter ludit, saepe rex appellabatur.

Traduzione

Le antiche leggende dei Persiani tramandono che Astiage, ultimo re dei Medi, sconvolto da un sogno funesto, abbia convocato a se i maghi per essere liberato dalla pesante inquietudine; infatti questi erano stimati interpreti e vati dei sogni. Quando Astiage rivelò loro il sogno, i maghi lo spiegarono con queste parole: “Sappi, o re, che ti incombe un grande pericolo. Difatti così presagisce il sogno, che da poco è stato partorito da tua figlia un bambino, che a breve procurerà la rovina al tuo regno”. Scosso da questa risposta, il re subito ordinò che il bambino si porti alla regia e comandò ad un pastore che lo esponesse sui monti. In tal modo sperava che sarebbe stato liberato dall’incombente pericolo e avrebbe evitato le necessità del destino. Ma poiché il coraggio del pastore venne meno di compiere un così grande scempio, portò il bambino, accuratamente nascosto, con se a casa. Formato ad una educazione semplice, Ciro visse alcuni anni presso il pastore, dal quale era custodito. Quando poi fu ben fornito di forze e di intelligenza, dai coetani, mentre gioca come fanno i bambini, spesso veniva chiamato re.