Tumultuantes milites, insidiis periisse regem suspicantes, (Alexander) sedavit eosque omnes, cum prolatus in editissimum urbis locum esset, ad conspectum suum admisit osculandamque dextram suam flentibus porrexit. Cum lacrimarent omnes, ipse non sine lacrimis tantum, verum etiam sine ullo tristioris mentis argumento fuit, ut quosdam impatientius dolentes consolatus sit, quibusdam mandata ad parentes eorum dederit; aedeo, sicuti in hostem, ita et in mortem invictus animus fuit. Dimissis militibus, amicos circumstantes percontatur videanturne similimem sibi reperturi regem. Tacentibus cunctis, tum ipse illud scire vaticinarique se ac paene oculis videre dixit, quantum sit in hoc certamine sanguinis fusura Macedonia, quantis caedibus, quo cruore mortuo sibi parentatura. Ad postemum corpus suum in Hammonis templo condi iubet.
Alessandro sedò i soldati (che erano) in agitazione, poiché sospettavano che il re era stato ucciso a tradimento, e dopo essersi fatto portare nel luogo più elevato della cttà, li accolse tutti alla sua presenza e protese loro in lacrime la sua mano destra da baciare. Poiché tutti piangevano, egli stesso fu non solo senza lacrime, ma anche senza alcuna manifestazione di uno spirito troppo triste, al punto che consolò alcuni che davano i più manifesti segni di dolore, ad altri diede l'incarico per i loro genitori; a tal punto, come nei confronti dei nemici, così verso la morte il suo animo fu invincibile. Congedati i soldati, chiese agli amici che erano intorno se sembrasse mai ad essi che avrebbero trovato un re simile a lui. Poiché tutti tacevano, allora disse lui stesso che sapeva e prediceva e vedeva quasi con gli occhi, quanto sangue avrebbe versato la Macedonia in questa lotta, con quanti massacri, con quanto sangue avrebbe vendicato la sua morte. Alla fine ordinò che il suo corpo fosse seppellito nel tempio di Ammone.