Quae discenda sunt possunt omnia uno tempore tradi et percipi? Negant quidam, quia confunditur puerorum animus ac fatigatur tot disciplinis in diversum tendentibus, ad quarum cognitionem nec mens nec corpus nec totus dies suffĭcit; hi enim putant pueriles annos gravi studio onerari non oportere, sed non satis perspiciunt quantum valeat («quanto grande sia») humanum ingenium quod, agile et velox, in omnem partem («direzione») spectat et non modo («solamente») in unum sed vero in plura, non uno die solum sed uno tempore, vim suam intendere potest. Quare minime vereri debemus ne laborem studiorum pueri difficillime tolerent; nulla aetas enim minus fatigatur: nam dociliora sunt ingenia priusquam obduruerunt.
Si potrebbero trasferire e percepire tutte in una sola volta le materie che bisogna apprendere? Alcuni dicono di no, perché l'animo dei fanciulli si confonde e fa fatica nel capire tante discipline diversamente, per la cui conoscenza né la mente né il corpo né tutto il giorno sarebbero sufficienti; questi infatti pensano che non occorre che gli anni della fanciullezza siano gravati da uno studio severo, ma non scorgono abbastanza quanto grande sia l'ingegno umano che, agile e veloce, guarda in ogni direzione e non solamente in un'unica direzione ma in verità in più direzioni, non soltanto in un giorno ma in un periodo, può tendere la propria forza. Per tale motivazione non dobbiamo per nulla temere di sollevare la fatica degli studi molto difficilmente del fanciullo; nessun'età infatti si affatica di meno: infatti sono più malleabili gli ingegni prima di indurirsi.
Versione tratta da Quintiliano