Ulixes, Troia delecta rediens in patriam, naufragio facto et comitibus perditis, enatavit in insulam, ubi Calypso Atlantis filia habitabat. Quae, fortitudine et fama Ulixis capta, eum in aeternum secum habere cupiebat, sed Mercurius, Iove iubente, nymphae denuntiavit et eum dimitteret. Tunc, fabricata rate, Calypso eum, omnibus rebus ad victum necessariis ornatum, dimisit, sed ratem Neptunus disiecit, quia Cyclopi, filio eius, Ulixes lumen diripuerat. Inde in insulam Phaecum fluctibus adpulsus est, ubi Nausicaa, Alcinoi regis filia, misericordia mota, eum nudum pallio suo operuit et ad patrem adduxit. Qui eum, liberaliter hospitio acceptum, donis decoratum, in patriam dimisit. Sic post viginti annos, in patria regressus, domum suam attigit, ubi, Procis occisis, Minerva adiuvante, regnum suum recuperavit.
Ulisse, distrutta Troia mentre ritornava in Patria, avvenuto un naufragio e perduti i compagni, nuota fino all'isola, dove abitava Calipso figlia di Atlante. Ella, attratta dalla forza e dalla fama di Ulisse, desiderava averlo per sempre con sé, ma Mercurio, per ordine di Giove, ordina alla ninfa di lasciarlo andare. Allora, fabbricata una zattera, Calipso, equipaggiato di tutte le cose necessarie per il sostentamento, lo lascia andare, ma Nettuno disperse la zattera, perché¨ Ulisse aveva strappato l'occhio al ciclope, suo figlio. Da la fu spinto dai flutti nell'isola dei Feaci, dove Nausica, figlia del re Alcinoo, mossa dalla misericordia, copriva (copre) costui che era nudo con il proprio pallio e lo condusse presso il padre. Costui, dopo che lo accolse con cortese ospitalità, lo lascia andare in patria, ornato di doni. Così dopo 20 anni, ritornato in patria, raggiunge casa sua, dove, uccisi i Proci, con l'aiuto di Minerva, recupera il proprio regno. (by Maria D.)