Clarissima exempla insignissimae humanitatis et veri amoris erga suos dominos non raro servi ostenderunt. In bello Punico secundo, cum Romani Grumentum, Lucaniae urbem, acrius obsiderent, plurimi servi statim ad hostes velocius fugerunt et paulo post urbs cecidit atque milites Romani eam ferro ignique vastaverunt. Tum servi qui celeriter fugerant, qia viae sibi notissimae erant, in eam domum, apud quam servierant, advolaverunt. Ibi suam bonam dominam vivam facile invenerunt atque eam ligaverunt et secum audacius pertraxerunt. Tum Romani milites, qui in urbe crudeliter irruperant, quaesiverunt: "Quo mulierem adducitis?" Quibus strenui servi responderunt: "saevissima nostra domina est, quae mox magnae perfidiae poenam solve". Deinde eam ex urbe evexerunt et maxima cura celaverunt; ita a certo interitu dulcissimam servaverunt. At servi fidelitatis tantae praemium acceperunt: nam grata domina eos manumisit atque iis magnam ditissimi patrimonii partem donavit

Non di rado i servi dimostrarono grandissimii esempi di grandissima umanità e di amore verso i loro padroni. Durante la seconda guerra Punica, quando i romani assediavano Grumento, città della Lucania, gli schiavi scapparono presto verso il nemico. Poco dopo (tempo) la citta cadde e i soldati romani la misero a ferro e fuoco. Allora i servi che erano fuggiti, attraverso vie e passaggi a loro ben noti, fecero in fretta ritorno nella casa in cui avevano servito. Lì trovarono la loro padrona ancora viva, la legarono e la portarono via con loro. Quando i soldati che invasero la città, domandarono "Perchè portate via quella donna?" a questi i servi: "E' la nostra assai crudele padrona, che ora sconta la pena per la sua cattiveria". Poi la fecero uscire dallla città e la nascosero con grandissima cura; così salvarono la padrona dall'uccisione. In seguito i servi ricevettero un premio per (così) tanta fedeltà: infatti la padrona li liberò e donò loro gran parte del (suo) patrimonio.