Darius, Persarum rex, qui bellum contra Scythas gerebat, copias trans Histrum flumen duxerat. Scytharum dux pedites equitesque suos in opaca silva retinebat atque pugnam recusabat. Darius a Scythis dona et deditionem petebat, at pro litteris aut donis tria animalia (tre animali) accepit: musculum, ranam, hirundinem. Quoniam Persae obstupescebant, Darius duos («due», acc. ) vates vocavit et de significatione novi et insoliti muneris interrogavit. Alter sic respondit: «Scytharum rex deditionis voluntatem indicat atque bona quae in suo regno habet Persis donat: musculus enim terram significat, rana aquam, hirundo aerem». Alter autem dixit: «Munera Scytharum minas truculentas indicant et hoc (ciò) significanti "Nisi volaveritis ut hirundines, nisi per flumina nataveritis ut ranae, nisi sub terra latueritis ut musculi, tela et sagittas Scytarum non vitabitis et mortui iacebitis"». Darius vates dimisit, bellum non intermisit et vicit.

Dario, re dei Persiani, che aveva conseguito la guerra contro gli Sciti, aveva condotto le milizie al di là del fiume Istro. Il condottiero degli Sciti tratteneva i propri fanti e cavalieri in una selva ombreggiata e rifiutava lo scontro. Dario chiedeva agli Sciti doni e la resa, ma al posto della lettera o dei doni ricevette tre animali: un topolino, una rana, una rondine. Visto che i Persiani erano sbalorditi, Dario chiamò due indovini e li interrogò in merito allo strano ed insolito significato del dono. Il primo rispose così: "il re degli Sciti rende visibile la volontà della resa e dona ai Persiani i beni che possiede nel proprio regno: il topolino infatti simboleggia la terra, la rana l'acqua, la rondine l'aria". Il secondo invece disse: "i doni degli Sciti manifestano una truce minaccia e ciò è chiaro se non volerete come le rondini, se non nuoterete per i fiumi come le rane, se non vi nasconderete sotto terra come i topolini, non eviterete i dardi e le saette degli Sciti e giacerete morti". Dario lasciò andare gli indovini, non interruppe la guerra e vinse.
(By Maria D. )