In litteris Latinis Phaedrus primus atque maximus fabularum scriptor fuit. Pueritiam et adulescentiam in Macedonia egit, apud Pierum montem, in quo antiqui novem Musas habitare putabant. Cum Romam captivus ab Augusto imperatore ductus esset atque deinde in libertatem vindicatus esset, litterarum studiis se tradidit, in quibus tam egregius fuit ut imperator eum praeceptorem Gai atque Lucii nepotum delegerit. Neque ortus neque interitus annum historiarum scriptores de Phaedro tradiderunt. Sed satis constat illum quinque fabularum libros composuisse, in quibus exemplar sibi proposuit Aesopum, clarum apologorum inventorem, qui Croesi aetate vixerat. In suis fabulis Phaedrus persaepe varia animalia effinxit, quae more hominum agunt atque sentiunt. Plurimarum fabularum, quas versibus Phaedrus scripsit, nonaginta tres tantum ad nos pervenerunt.
In letteratura latina Fedro fu il primo e il maggiore scrittore di favole. Trascorse la fanciullezza e l'adolescenza in Macedonia presso il monte Piero, sul quale gli antichi credevano che abitassero le nove muse. Essendo stato condotto prigioniero a Roma dall'imperatore Augusto ed essendo in seguito affrancato, si dedicò allo studio delle lettere, nelle quali fu così tanto straordinario che l'imperatore lo nominò precettore dei nipoti Gaio e Lucio. Gli scrittori non tramandarono su Fedro né l'anno di nascita né [quello] della morte. Ma si concorda abbastanza che egli avesse composto cinque libri di favole, nelle quali fu per lui un esempio Esopo, il famoso inventore dei racconti allegorici, che era vissuto nell'età di Creso. Nelle sue favole Fedro rappresentò molto spesso animali vari, che scioccamente rappresentano una parte degli uomini e li mettono a nudo. Di un maggior numero di favole che con i versi Fedro ha scritto, soltanto novantatre sono giunte a noi.