Agrariam legem tulerat tribunus plebis Caius Flaminius, ut Picenus atque Gallicus ager populo virītim divideretu Resistebat huic legi senatus; postremo datum est negotium consulibus ut exercitum conscriberent, quo rem publicam tutarentur; sed nullo modo deterrēri Flaminius potuit quin in sua sententia permanēret. Monuěrat eum pater quoque ut senatui ceděret neve auctor seditionis esse vellet. Sed ille, persistens in sententia, vocata concione, legem recitare coepit. Tum vero pater, dolore ardens, accessit ad rostra correptumque manu filium illinc detraxit et impedivit quominus diceret. Tunc mirum exemplum editum est sive pietatis sive venerationis erga patrem. Qui enim totius senatus indignatione minisque non deterritus erat quin legem ferret, inspectante plebe, unius senis manu de rostris detrahi potuit.

Il tribuno della plebe Gaio Flaminio aveva presentato una proposta di legge, perché fosse ripartito singolarmente al popolo il territorio Piceno e il territorio il Gallico. Il senato si apponeva a questa legge; alla fine fu assegnato ai consoli l'incarico per arruolare un esercito e per difendere con questo la repubblica; ma Flaminio non era davvero in grado di mantenersi in nessun modo nella sua intenzione, Lo aveva incitato anche il padre a cedere al senato per non voler essere il promotore di una rivolta. Ma egli stesso insistendo nella [sua] volontà, convocata un'adunanza (abl ass), iniziò a pronunciare pubblicamente la legge. Allora il padre, davvero acceso dalla rabbia, si avvicinò ai rostri (erano le tribune degli oratori a Roma)e preso con forza il figlio con una mano lo fece scendere da quel luogo, per cui gli impedì di parlare. Allora fu generato/ si generò uno straordinario esempio sia di devozione, sia di rispetto, verso un padre. Infatti in verità chi non era stato dissuaso dall'indignazione e dalle minacce di tutto il senato dal proporre una legge, potè essere tirato giù dai rostri dalla mano di un solo vecchio mentre la plebe guardava (abl ass).
(By Vogue)

Versione tratta da Livio