Ferunt Rufi poetae domum plane incendio esse deletam. Omnia enim flammis absumpta sunt praeter ea, quae efferri potuerunt. Triste quidem spectaculum fuit simulque ridiculum. Servi enim, huc et illuc cursitantes, supellectilem auferre conabantur omnesque sudore manabant. Dominus contra, placidus et in tanta trepidatione tranquillus, omnia spectabat. At repente ei carmina veniunt in mentem, quae in arca diligentissime custodiebat et, ad suos conversus, clamavit: "Omnia relinquite! Cito auferte carmina mea, nisi vultis (se non volete) me mori!" Solliciti advolant omnes, ut pretiosa carmina servent. Mox allata sunt ante omnes domini gaudentis, qui magnum putabat se esse poetam.
Narrano che la casa del poeta Rufo fu completamente distrutta da un incendio. Infatti ogni cosa venne consumata dalle fiamme eccetto quelle cose, che poterono essere portate via. In verità fu uno spettacolo triste e nello stesso tempo comico. I servi infatti, correndo qua e là, tentavano di portar via l’arredo e grondavano tutti di sudore. Il padrone invece, placido e tranquillo in mezzo a tanta trepidazione, osservava ogni cosa. Ma improvvisamente gli vennero in mente i carmi, che aveva custodito molto scrupolosamente in una cassa e, rivolgendosi ai suoi, gridò: “Lasciate tutto! Presto portate via i carmi, se non volete che muoia!” Accorsero tutti solleciti, a tutelare i preziosi carmi. Vennero subito portati (i carmi) del signore che gioiva dinanzi a tutti, lui che pensava di essere un grande poeta.(by Maria D.)