Regnavit Osvald christianus rex Nordanhymbrorum novem annos. Cum annorum curriculum completum esset, occīsus est ab eadem pagana gente. Inloco, ubi pro patria dimicans a paganis interfectusest, usque hodie sanitates infirmorum et hominum et pecorum celebrari non desinunt. Unde contĭiit ut pulverem ipsum, ubi corpus eius in terram conruit, multi tollentes et cum aqua miscentes suis per haec infirmis commodum darent. Non multo post interfectionem eius contigit ut quidam equo sedens iter iuxta illum locum ageret; cuius equus subito lassescere, consistere, caputin terram declinare, spumas ex ore demittere coepit et, quod dolor augescebat, in terram ruere. Desiluit eques et coepit expectare horam, qua aut melioratum reciperet iumentum, aut relinqueret mortuum. At ipsum diu gravi dolore vexatum, cumdiversas in partes se torqueret, repente corporis volutationibus devenit in illum locum, ubi rex memorabilis occubuit. Nec mora, sed, cum quiesceret dolor, evenit ut cessaret ab insanis membrorum motibus, et consueto equorum mor, st atim exsurgens virecta herbarum avide carperet.
Regnò Osvaldo re cristiano dei Nordanimbri per nove anni. Essendo stato completato il percorso degli anni, fu ucciso dalla stessa gente pagana. Nel luogo, dove combattendo per la patria fu ucciso dai pagani, non si cessa di celebrare fino ad oggi le guarigioni degli infermi sia di uomini che di bestiame. In conseguenza di ciò avvenne che molti sollevando e mescolando con l'acqua la stessa polvere, dove il corpo di costui era caduto a terra, dessero tramite queste cose giovamento ai propri infermi. Non molto dopo la sua uccisione avvenne che un tale stando a cavallo viaggiasse nei pressi di quel luogo; improvvisamente il cavallo di costui iniziò a essere spossato, a fermarsi, a declinare il capo a terra, ad emettere schiuma dalla bocca e, dato che il dolore cresceva, stramazzò a terra. Il cavaliere scese da cavallo e iniziò ad attendere l'ora, in cui o avesse riavuto il cavallo migliorato, o lo avesse lasciato morto. Ma lo stesso vessato a lungo da un grave dolore, si torceva di qua e di là, improvvisamente tra gli spasmi del corpo giunse in quel luogo, dove il re memorabile era caduto. Avvenne senza indugio che, acquietandosi il dolore, s'interruppe dagli insani spasmi delle membra, e in conformità all'abitudine consueta dei cavalli alzandosi subito raccolse avidamente i germogli delle erbe.