CONTRO UN IMBOSCATO DI GUERRA
VERSIONE DI GRECO di Lisia e traduzione
TRADUZIONE

Costui dunque giunse a tal punto di malvagità e tale fu il suo disprezzo verso di Voi e tanto il suo desiderio di militare fra i cavalieri e così grande la noncuranza delle leggi, che non si curò affatto di questi pericoli processuali, ma preferì essere disonorato, di vedersi confiscati i beni e di incorrere in tutte le pene comminate dalle leggi piuttosto che essere arruolato tra i fanti. Eppure altri, che mai avevano militato a piedi, ma avevano combattuto a cavallo anche precedentemente e avevano inflitto molti mali ai nemici, non osarono allora montare sui cavalli per timore di voi e della legge. Pensavano infatti che la città non sarebbe perita, ma che, salvatasi e divenuta grande, avrebbe punito i colpevoli. Alcibiade invece osò salire a cavallo, non avendo sentimenti di benevolenza verso il popolo, né avendo precedentemente cavalcato, né essendo poi divenuto esperto di quest' arte, né essendo stato da voi autorizzato, ma solo indetto dalla convinzione che la città non sarebbe stata in grado di prendersi vendetta dei malvagi. Bisogna poi considerare, che, se sarà possibile a chiunque fare ciò che vuole, è cosa del tutto inutile che vengano emanate leggi, che si facciano adunanze, che si scelgano i capitani. Sarebbe strano, o giudici, se si trovasse giusto che fosse tacciato di viltà uno che, assegnato alla prima schiera, si ponesse a combattere nella seconda e si risparmiasse invece uno, sul conto del quale risultasse che ha combattuto fra i cavalieri, essendo stato comandato fra gli opliti. E in verità, o giudici, io credo che voi amministriate la giustizia, non solo per punire le colpe, ma anche per rendere più disciplinati gli altri cittadini.