Tum Verginius ubi nihil usquam auxilii vidit, 'quaeso' inquit, 'Appi, primum ignosce patrio dolori, si quo inclementius in te sum invectus; deinde sinas hic coram virgine nutricem percontari quid hoc rei sit, ut si falso pater dictus sum aequiore hinc animo discedam. ' Data venia seducit filiam ac nutricem prope Cloacinae ad tabernas, quibus nunc Novis est nomen, atque ibi ab lanio cultro arrepto, 'hoc te uno quo possum' ait, 'modo, filia, in libertatem vindico. ' Pectus deinde puellae transfigit, respectansque ad tribunal 'te' inquit, 'Appi, tuumque caput sanguine hoc consecro. Clamore ad tam atrox facinus orto excitus Appius comprehendi Verginium iubet. Ille ferro quacumque ibat viam facere, donec multitudine etiam prosequentium tuente ad portam perrexit. Icilius Numitoriusque exsangue corpus sublatum ostentant populo; scelus Appi, puellae infelicem formam, necessitatem patris deplorant. Sequentes clamitant matronae, eamne liberorum procreandorum condicionem, ea pudicitiae praemia esse? -- cetera, quae in tali re muliebris dolor, quo est maestior imbecillo animo, eo miserabilia magis querentibus subicit.

Allora Verginio, rendendosi conto di non poter più contare su alcun sostegno, disse: "Innanzitutto, Appio, ti prego di perdonare il dolore di un padre se poco fa ho inveito contro di te con molta durezza. In secondo luogo permettimi di domandare alla nutrice, qui in presenza della ragazza, come stanno le cose, cosicché se mi si è dato del padre e non era vero, almeno io possa andarmene con l'animo un pò più sollevato. " Ottenuto il permesso, prese con sé figlia e nutrice e le portò presso il tempio di Venere Cloacina, vicino alle botteghe che adesso si chiamano Nuove. Lì, dopo aver afferrato un coltello da macellaio, disse: "Così, figlia mia, io rivendico la tua libertà nell'unico modo a mia disposizione!" Detto questo, trafisse il petto della ragazza e quindi, rivolgendo lo sguardo al tribunale, gridò: "Con questo sangue, Appio, io consegno te e la tua testa alla vendetta degli dèi!" L'urlo che seguì questo atroce episodio attirò l'attenzione di Appio il quale ordinò l'arresto di Verginio. Questi però, facendosi largo col ferro dovunque passava e con la protezione della folla che gli faceva da scorta, riuscì a raggiungere la porta della città. Icilio e Numitorio sollevarono il corpo esanime della ragazza e lo mostrarono al popolo, lamentando la scelleratezza di Appio, la bellezza funesta di Verginia e la necessità che aveva portato il padre a un simile gesto. Dietro di loro le urla disperate delle matrone che in lacrime si domandavano se fossero quelle le condizioni nelle quali i bambini venivano messi al mondo e se fosse quello il premio della castità. E insieme a queste aggiungevano altre parole che il dolore infonde nelle donne in simili frangenti, un dolore tanto più degno di compassione quanto più emerge triste da un animo debole.