La mutilazione delle Erme
VERSIONE DI GRECO di Andocide
TRADUZIONE dal libro AGON

Ἐπαρθεὶς οὖν τοῖς τῆς πόλεως κακοῖς εἰσαγγέλλει Διοκλείδης εἰς τὴν βουλήν, φάσκων εἰδέναι τοὺς περικόψαντας τοὺς Ἑρμᾶς, καὶ εἶναι αὐτοὺς εἰς τριακοσίους· ὡς δ' ἴδοι καὶ περιτύχοι τῷ πράγματι, ἔλεγε. Καὶ τούτοις, ὦ ἄνδρες, δέομαι ὑμῶν προσέχοντας τὸν νοῦν ἀναμιμνῄσκεσθαι, ἐὰν ἀληθῆ λέγω, καὶ διδάσκειν ἀλλήλους· ἐν ὑμῖν γὰρ ἦσαν οἱ λόγοι, καί μοι ὑμεῖς τούτων μάρτυρές ἐστε. Ἔφη γὰρ εἶναι μὲν ἀνδράποδόν οἱ ἐπὶ Λαυρείῳ, δεῖν δὲ κομίσασθαι ἀποφοράν. Ἀναστὰς δὲ πρῲ ψευσθεὶς τῆς ὥρας βαδίζειν· εἶναι δὲ πανσέληνον. Ἐπεὶ δὲ παρὰ τὸ προπύλαιον τοῦ Διονύσου ἦν, ὁρᾶν ἀνθρώπους πολλοὺς ἀπὸ τοῦ ᾠδείου καταβαίνοντας εἰς τὴν ὀρχήστραν· δείσας δὲ αὐτούς, εἰσελθὼν ὑπὸ τὴν σκιὰν καθέζεσθαι μεταξύ του κίονος καὶ τῆς στήλης ἐφ' ᾗ ὁ στρατηγός ἐστιν ὁ χαλκοῦς. Ὁρᾶν δὲ ἀνθρώπους τὸν μὲν ἀριθμὸν μάλιστα τριακοσίους, ἑστάναι δὲ κύκλῳ ἀνὰ πέντε καὶ δέκα ἄνδρας, τοὺς δὲ ἀνὰ εἴκοσιν· ὁρῶν δὲ αὐτῶν πρὸς τὴν σελήνην τὰ πρόσωπα τῶν πλείστων γιγνώσκειν. Καὶ πρῶτον μέν, ὦ ἄνδρες, τοῦθ' ὑπέθετο, δεινότατον πρᾶγμα, οἶμαι, ὅπως ἐν ἐκείνῳ εἴη ὅντινα βούλοιτο Ἀθηναίων φάναι τῶν ἀνδρῶν τούτων εἶναι, ὅντινα δὲ μὴ βούλοιτο, λέγειν ὅτι οὐκ ἦν. Ἰδὼν δὲ ταῦτ' ἔφη ἐπὶ Λαύρειον ἰέναι, καὶ τῇ ὑστεραίᾳ ἀκούειν ὅτι οἱ Ἑρμαῖ εἶεν περικεκομμένοι· γνῶναι οὖν εὐθὺς ὅτι τούτων εἴη τῶν ἀνδρῶν τὸ ἔργον.

TRADUZIONE

Esaltatosi per le disgrazie della città, Dioclide presenta in consiglio una denuncia, sostenendo di conoscere i mutilatori delle Erme e dicendo che sono circa trecento; diceva di averli visti e di essersi imbattuto per caso in quella vicenda. Vi prego, signori, di prestare attenzione a questi fatti, di ricordarli, se dico la verità, e di farli conoscere tra di voi, perché questi discorsi si svolgevano alla vostra presenza e voi mi siete testimoni di questi fatti. . Disse che aveva uno schiavo a Laurio che doveva portargli la rendita, si era perciò alzato molto presto, sbagliandosi sull'ora, e si era messo in cammino, dato che c'era la luna piena. Quando si trovò all'altezza del propileo di Dioniso, vide molte persone che scendevano dall'odeion verso l'orchestra. Avendone paura, si nascose nell'ombra e rimase tra una colonna e la stele dello stratego di bronzo. Vide che gli uomini erano circa trecento e stavano in cerchio a gruppi di cinque e dieci e alcuni di venti: poteva vederne i volti per la luce della luna e ne riconobbe la maggior parte. . Fece innanzi tutto questo calcolo – a mio parere, un fatto veramente spaventoso – che in quella faccenda potevano essere implicati gli Ateniesi che lui voleva comparissero, mentre quelli che non voleva coinvolgere, disse che non c'erano. Dopo aver visto questi fatti, disse di essere andato a Laurio e, il giorno seguente, di aver sentito che le Erme erano state mutilate: capì subito che i responsabili erano questi uomini