Ciò che occorre capire
VERSIONE DI GRECO di Demostene
TRADUZIONE dal libro Ellenion versione n, 426 pag. 422

ἡμῶν δ’ οἱ μὲν περιιόντες μετὰ Λακεδαιμονίων φασὶ Φίλιππον πράττειν τὴν Θηβαίων κατάλυσιν καὶ τὰς πολιτείας διασπᾶν, οἱ δ’ ὡς πρέσβεις πέπομφεν ὡς βασιλέα, οἱ δ’ ἐν Ἰλλυριοῖς πόλεις τειχίζειν, οἱ δὲ λόγους πλάττοντες ἕκαστος περιερχόμεθα. ἐγὼ δ’ οἶμαι μέν, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, νὴ τοὺς θεοὺς ἐκεῖνον μεθύειν τῷ μεγέθει τῶν πεπραγμένων καὶ πολλὰ τοιαῦτ’ ὀνειροπολεῖν ἐν τῇ γνώμῃ, τήν τ’ ἐρημίαν τῶν κωλυσόντων ὁρῶντα καὶ τοῖς πεπραγμένοις ἐπῃρμένον, οὐ μέντοι μὰ Δί’ οὕτω γε προαιρεῖσθαι πράττειν ὥστε τοὺς ἀνοητοτάτους τῶν παρ’ ἡμῖν εἰδέναι τί μέλλει ποιεῖν ἐκεῖνος· ἀνοητότατοι γάρ εἰσιν οἱ λογοποιοῦντες. ἀλλ’ ἂν ἀφέντες ταῦτ’ ἐκεῖν’ εἰδῶμεν, ὅτι ἐχθρὸς ἅνθρωπος καὶ τὰ ἡμέτερ’ ἡμᾶς ἀποστερεῖ καὶ χρόνον πολὺν ὕβρικε, καὶ ἅπανθ’ ὅσα πώποτ’ ἠλπίσαμέν τινα πράξειν ὑπὲρ ἡμῶν καθ’ ἡμῶν εὕρηται, καὶ τὰ λοιπὰ ἐν αὐτοῖς ἡμῖν ἐστί, κἂν μὴ νῦν ἐθέλωμεν ἐκεῖ πολεμεῖν αὐτῷ, ἐνθάδ’ ἴσως ἀναγκασθησόμεθα τοῦτο ποιεῖν, ἂν ταῦτ’ εἰδῶμεν, καὶ τὰ δέοντ’ ἐσόμεθ’ ἐγνωκότες καὶ λόγων ματαίων ἀπηλλαγμένοι·

TRADUZIONE n. 1

Alcuni di noi dicono andando in giro che Filippo insieme agli Spartani trama la distruzione di Tebe e che sconvolge gli Stati democratici, altri che ha mandato ambasciatori al re, altri che fortifica le città in Illiria, e ognuno andiamo in giro ad inventare discorsi. Io invece ritengo, o cittadini Ateniesi, sì, per gli dei, che quello è ubriaco per la grandezza delle imprese compiute e che fa molti simili castelli in aria, che vedendo l’assenza di chi possa impedire e che esaltandosi per le imprese compiute, eppure, per Zeus, da non scegliere di agire in modo che i più sciocchi di noi comprendano cosa quello sia sul punto di fare: difatti i ciarlatani sono i più sciocchi. Ma se, lasciando perdere quelle cose, comprendessimo che è un nemico e ci sottrae le nostre cose e da molto tempo ci offende, e tutto quanto mai abbiamo sperato che alcuno facesse per noi è risultato contro di noi, e l’avvenire dipende da noi stessi e se anche non volessimo combattere là contro di lui, probabilmente saremo costretti a farlo qui, se comprendessimo questo, comprenderemo le cose necessarie e ci libereremo di inutili discorsi.

traduzione n. 2

Tra di noi alcuni vanno qua e là a diffondere la notizia che Filippo prepara insieme con gli Spartani la distruzione di Tebe e il rovesciamento dei governi democratici, altri a raccontare che ha mandato ambasciatori al Re, altri ancora a dire che fortifica le città dell'Illiria, e ciascuno di noi va ingiro ad inventare i discorsi che vuole. Io, per parte mia, ritengo, o Ateniesi, per gli dèi, che le grandi imprese che ha potuto portare a compimento abbiano ubriacato Filippo, e che nella sua mente vada fantasticando molti successi di questo genere, poiché vede l'assenza totale di avversari disposti a sbarrargli il passo ed è esaltato dalle imprese che ha compiute; tuttavia non credo, per Zeus, che egli scelga di agire in modo tale che i più sprovveduti qui da noi riescano a capire che cosa abbia intenzione di fare; e sono proprio i chiacchieroni i più sprovveduti. 50 Ma se, lasciando perdere queste chiacchiere, prenderemo coscienza del fatto che si tratta di un nemico, che ci priva dei nostri beni, che già da molto tempo ci oltraggia, che tutto ciò che abbiamo sperato che qualcun altro facesse per noi si è ritorto contro di noi, che il futuro è solo nelle nostre mani, e che, anche se non vorremo combattere là contro di lui, probabilmente saremo costretti a farlo qui, se ci renderemo conto di tutto questo, allora saremo anche pienamente coscienti di ciò che dobbiamo fare e ci libereremo di discorsi inutili.