Ὄνοι ποτὲ ἀχθόμενοι ἐπὶ τῷ συνεχῶς ἀχθοφορεῖν καὶ ταλαιπωρεῖν πρέσβεις ἔπεμψαν πρὸς τὸν Δία, λύσιν τινὰ αἰτούμενοι τῶν πόνων. Ὁ δὲ αὐτοῖς ἐπιδεῖξαι βουλόμενος ὅτι τοῦτο ἀδύνατόν ἐστιν, ἔφη τότε αὐτοὺς ἀπαλλαγήσεσθαι τῆς κακοπαθείας, ὅταν οὐροῦντες ποταμὸν ποιήσωσι. Κἀκεῖνοι αὐτὸν ἀληθεύειν ὑπολαβόντες ἀπ᾿ ἐκείνου καὶ μέχρι νῦν ἔνθα ἂν ἀλλήλων οὖρον ἴδωσιν, ἐνταῦθα καὶ αὐτοὶ περιιστάμενοι οὐροῦσιν. Ὁ λόγος δηλοῖ ὅτι τὸ ἑκάστῳ πεπρωμένον ἀθεράπευτόν ἐστι.
Una volta degli asini, ormai stanchi di dover continuamente trasportare carichi e subire vessazioni, mandarono degli ambasciatori a Zeus, pregandolo che li liberasse dalle loro fatiche. Ma il dio volendo loro dimostrare che ciò non era possibile, disse che avrebbe esaudito il loro desiderio quando fossero riusciti, orinando, a formare un fiume. E quelli credendo che lui dicesse il vero, lo presero in parola e da quel momento fino ad oggi, non appena vedono un asino orinare, lo imitano subito. La favola dimostra che il destino per ciascun essere vivente non può essere modificato."