Gymnasmata 1 pagina 433 numero 15

Ανηρ κακοπραγμων βουλομενος ψευδες επιδεικνυναι το εν Δελφοις μαντειον, λαμβανων στρουθιον εις την χειρα και τουτο τω ιματιω σκεπαζων, ηκεν εις το ιερον. Ισταμενος αντικρυς επηρωτα ποτερον τι εμπνουν εχει μετα χειρας η απνουν· ...

Un uomo malvagio volendo dimostrare che l'oracolo a Delfi era falso prendendo un passerotto nella mano e coprendolo con un mantello andava al tempio. Mettendosi di fronte chiedeva quale cosa aveva tra le mani, una cosa che era viva o che non era viva. Voleva infatti al dio che rispondeva che era privo di vita mostrare che l'uccello era ancora vivo rispondendo invece il dio che questo era vivo (puoi anche tradurre se il dio rispondeva che questo era vivo) (voleva) metterglielo in mostra/farglielo vedere morto. E il dio avendo compreso la sua cattiveria diceva. : " (ὦ οὗτος=) ehi tu (παυου Παυου= παύω verbo mediopassivo presente imperativo singolare seconda) poni fine alla tua azione. Dipende da te quello che hai se sia morto o se sia vivo. La favola dimostra che la divinità è inviolabile