la gara nuziale di Clistene di sicione I e II
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro. Athropoi e antropon odoi
Testo greco prima parte
INIZIO Ὁἱ Αλκμεὡνιδαι ἦσαν μεν ανεκαθεν κλαμπροι...
FINE και αμα εξενιζε αυτους μεγαλοπρεπὠς
testo greco seconda parte
ὡς δὲ ἡ κυρίη ἐγένετο τῶν ἡμερέων τῆς τε κατακλίσιος τοῦ γάμου καὶ ἐκφάσιος αὐτοῦ Κλεισθένεος τὸν κρίνοι ἐκ πάντων, θύσας βοῦς ἑκατὸν ὁ Κλεισθένης εὐώχεε αὐτούς τε τοὺς μνηστῆρας καὶ Σικυωνίους πάντας. ὡς δὲ ἀπὸ δείπνου ἐγίνοντο, οἱ μνηστῆρες ἔριν εἶχον ἀμφί τε μουσικῇ καὶ τῷ λεγομένῳ ἐς τὸ μέσον. προϊούσης δὲ τῆς πόσιος κατέχων πολλὸν τοὺς ἄλλους ὁ Ἱπποκλείδης ἐκέλευσέ οἱ τὸν αὐλητὴν αὐλῆσαι ἐμμελείην, πειθομένου δὲ τοῦ αὐλητέω ὀρχήσατο. καί κως ἑωυτῷ μὲν ἀρεστῶς ὀρχέετο, ὁ Κλεισθένης δὲ ὁρέων ὅλον τὸ πρῆγμα ὑπώπτευε. μετὰ δὲ ἐπισχὼν ὁ Ἱπποκλείδης χρόνον ἐκέλευσε τινὰ τράπεζαν ἐσενεῖκαι, ἐσελθούσης δὲ τῆς τραπέζης πρῶτα μὲν ἐπ᾽ αὐτῆς ὀρχήσατο Λακωνικὰ σχημάτια, μετὰ δὲ ἄλλα Ἀττικά, τὸ τρίτον δὲ τὴν κεφαλὴν ἐρείσας ἐπὶ τὴν τράπεζαν τοῖσι σκέλεσι ἐχειρονόμησε. Κλεισθένης δὲ τὰ μὲν πρῶτα καὶ τὰ δεύτερα ὀρχεομένου, ἀποστυγέων γαμβρὸν ἄν οἱ ἔτι γενέσθαι Ἱπποκλείδεα διὰ τήν τε ὄρχησιν καὶ τὴν ἀναιδείην, κατεῖχε ἑωυτόν, οὐ βουλόμενος ἐκραγῆναι ἐς αὐτόν· ὡς δὲ εἶδε τοῖσι σκέλεσι χειρονομήσαντα, οὐκέτι κατέχειν δυνάμενος εἶπε «ὦ παῖ Τισάνδρου, ἀπορχήσαό γε μὲν τὸν γάμον. » ὁ δὲ Ἱπποκλείδης ὑπολαβὼν εἶπε «οὐ φροντὶς Ἱπποκλείδῃ. » ἀπὸ τούτου μὲν τοῦτο ὀνομάζεται. Κλεισθένης δὲ σιγὴν ποιησάμενος ἔλεξε ἐς μέσον τάδε. «ἄνδρες παιδὸς τῆς ἐμῆς μνηστῆρες, ἐγὼ καὶ πάντας ὑμέας ἐπαινέω καὶ πᾶσι ὑμῖν, εἰ οἷόν τε εἴη, χαριζοίμην ἄν, μήτ᾽ ἕνα ὑμέων ἐξαίρετον ἀποκρίνων μήτε τοὺς λοιποὺς ἀποδοκιμάζων. ἀλλ᾽ οὐ γὰρ οἷά τε ἐστὶ μιῆς πέρι παρθένου βουλεύοντα πᾶσι κατὰ νόον ποιέειν, τοῖσι μὲν ὑμέων ἀπελαυνομένοισι τοῦδε τοῦ γάμου τάλαντον ἀργυρίου ἑκάστῳ δωρεὴν δίδωμι τῆς ἀξιώσιος εἵνεκα τῆς ἐξ ἐμεῦ γῆμαι καὶ τῆς ἐξ οἴκου ἀποδημίης, τῷ δὲ Ἀλκμέωνος Μεγακλέι ἐγγυῶ παῖδα τὴν ἐμὴν Ἀγαρίστην νόμοισι τοῖσι Ἀθηναίων. » φαμένου δὲ ἐγγυᾶσθαι Μεγακλέος ἐκεκύρωτο ὁ γάμος Κλεισθένεϊ. ἀμφὶ μὲν κρίσιος τῶν μνηστήρων τοσαῦτα ἐγένετο καὶ οὕτω Ἀλκμεωνίδαι ἐβώσθησαν ἀνὰ τὴν Ἑλλάδα. τούτων δὲ συνοικησάντων γίνεται Κλεισθένης τε ὁ τὰς φυλὰς καὶ τὴν δημοκρατίην Ἀθηναίοισι καταστήσας, ἔχων τὸ οὔνομα ἀπὸ τοῦ μητροπάτορος τοῦ Σικυωνίου· οὗτός τε δὴ γίνεται Μεγακλέϊ καὶ Ἱπποκράτης, ἐκ δὲ Ἱπποκράτεος Μεγακλέης τε ἄλλος καὶ Ἀγαρίστη ἄλλη ἀπὸ τῆς Κλεισθένεος Ἀγαρίστης ἔχουσα τὸ οὔνομα· ἣ συνοικήσασά τε Ξανθίππῳ τῷ Ἀρίφρονος καὶ ἔγκυος ἐοῦσα εἶδε ὄψιν ἐν τῷ ὕπνῳ, ἐδόκεε δὲ λέοντα τεκεῖν, καὶ μετ᾽ ὀλίγας ἡμέρας τίκτει Περικλέα Ξανθίππῳ.
TRADUZIONE prima parte
Gli Alcheonidi erano valorosi per origine tra gli Ateniesi, per opera prima di Alcmeone e in seguito, con Megacle, diventarono estremamente illustri. Il tiranno Clistene di Sicione aveva una figlia il cui nome era Agarista. Dopo aver trovato il migliore tra tutti i Greci, desiderava dare codesta in sposa a quello (IL MIGLIORE TRA TUTTI I GRECI) Essendoci i Giochi Olimpici, Clistene fece l'annuncio, chiunque si ritenesse meritevole di diventare il genero di Clistene, avrebbe dovuto trovarsi nel sessantesimo giorno a Sicione. Allora da tutta la Grecia giungevano i pretendenti. Giunti questi, Clistene controllandoli per un anno si informava circa la patria e la stirpe di ciascuno, in seguito metteva alla prova il coraggio di quelli, il temperamento, l'istruzione e la natura. Contemporaneamente li accoglieva generosamente come ospiti.
Traduzione alternativa della prima parte
Gli Alcmenoidi era anche da principio nati ad Atene discendevano da Alcmene ed ancora da Megacle e erano certo illustri. Dunque a Clistene tiranno di Sicione nacque una figlia di nome Agarista; mobile, dopo aver trovato il migliore di tutti i pc, offrirla come moglie. Volle, dopo aver trovato il migliore di tutti i Greci, offrirla come moglie. Essendoci dunque i giochi olimpici, Clistene fece un annuncio, chi dei greci si stimasse degno di diventare genero di Clistene sì trovasse a Sicione dopo 60 giorni. Allora da tutta l’Ellade si recavano pretendenti. Essendo questi giunti, Clistene dapprima chiese le loro discendenze e la stirpe di ciascuno, quindi trattenendoli un anno provava il loro coraggio, temperamento, educazione, e indole; e contemporaneamente li accoglieva grandiosamente
traduzione seconda parte
Quando veniva il giorno decisivo della dichiarazione di chi era stato scelto per il matrimonio, Cl. Intrattiene a banchetto i pretendenti e tutti i Sicionii. Avendo fatto silenzio tra loro disse: ” pretendenti io lodo tutti voi, e do in regalo a ciascuno un talento d’argento; fidanzo con Megacle figlio di Alcmeo mia figlia Agariste secondo le leggi degli ateniesi. ” Poiché Megacle disse di accettarla come moglie, per Clistene il matrimonio fu deciso. Così gli Alcmeonidi divennero famosi per la Grecia. Mentre essi verranno insieme Clistene diventa colui che ha realizzato le tribù e la democrazia per gli ateniesi, ebb il nome di Sicione dal nonno materno; Megacle ha anche Ippocrate. Da Ippocrate enascono un altro Megacle e un'altra Agarista, che avendo convissuto con Santippo e quando era incinta, ebbe in sogno una visione, le sembrò di aver partorito un leone; e dopo pochi giorni partorì per Santippo Pericle
Traduzione alternativa seconda parte
Quando venne il giorno fissato per il banchetto nuziale, in cui Clistene stesso doveva rivelare il nome del prescelto, Clistene sacrificò cento buoi e invitò a tavola tanto i pretendenti come tutti i cittadini di Sicione. Alla fine del pranzo i pretendenti davano vita a gare musicali e di conversazioni brillanti; mentre i brindisi si protraevano Ippoclide, che era un pò al centro dell'attenzione generale, invitò il flautista a suonare un motivo di danza e quando il flautista obbedì cominciò a danzare. Lui certamente ballava con piena soddisfazione, ma Clistene che seguiva con molta attenzione, fu colto da qualche dubbio. Poi, Ippoclide, dopo una breve pausa, dispose che fosse portato un tavolo; quando il tavolo fu lì, vi danzò su dapprima figurazioni laconiche, poi una attica e infine, appoggiata la testa sulla tavola mosse le gambe in aria come se fossero braccia. Clistene, durante la prima e la seconda danza, benché disgustato, per la sconvenienza di quel balletto, dall'idea che Ippoclide diventasse suo genero, tuttavia si trattenne, evitando di inveire contro di lui; ma come vide le sue gambe imitare i movimenti delle braccia, non riuscendo più a frenarsi, esclamò: "Figlio di Tisandro, ti sei ballato le nozze!". E quello per tutta risposta ribatté: "A Ippoclide non gliene importa nulla".
Da allora questa espressione è divenuta proverbiale; Clistene, ottenuto silenzio, rivolse a tutti il seguente discorso: "Pretendenti di mia figlia, io vi lodo tutti e, se fosse possibile, vorrei far cosa a tutti gradita evitando di indicare un prescelto tra voi e di scartare gli altri; ma non è dato accontentare tutti dovendo decidere riguardo a un'unica fanciulla; comunque agli esclusi da queste nozze io donerò un talento d'argento, in cambio dell'onore resomi nel chiedere la mano di mia figlia e a compenso del soggiorno lontano dalla patria; a Megacle figlio di Alcmeone io prometto in sposa mia figlia Agariste secondo le leggi ateniesi". Quando Megacle ebbe dichiarato di accettarla, il matrimonio per Clistene era bell'e concluso.
Ecco dunque quanto accadde intorno alla scelta dei pretendenti; e fu così che la fama degli Alcmeonidi rimbalzò da un capo all'altro della Grecia. Dai due sposi nacque il Clistene che istituì le tribù e fondò la democrazia ad Atene: portava il nome del nonno materno di Sicione. Oltre a Clistene Megacle ebbe per figlio anche Ippocrate; da Ippocrate poi nacquero un altro Megacle e un'altra Agariste (si chiamava cioè come la figlia di Clistene Agariste); essa dopo aver sposato Santippo, figlio di Arifrone, durante una gravidanza ebbe nel sonno un incubo: sognò di dare alla luce un leone. E pochi giorni dopo generò a Santippo Pericle.