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Serse vuole punire Atene
VERSIONE DI GRECO

Dopo la morte di Dario Serse divenne re dell’Asia. Serse dunque voleva vendicarsi per la precedente sconfitta e sottomettere tutta la terra greca. Perciò un innumerevole esercito condusse per mare e per terra contro l’Europa. E dapprima la sorte era favorevole a Serse. Infatti Leonida, il comandante degli Spartani, con trecento Spartani e pochi alleati alle Termopili ostacolò l’ingresso dei Persiani in Grecia, ma il traditore Efialte condusse i nemici alle spalle dei Lacedemoni e così Leonida e gli Spartani furono distrutti dai nemici morendo di una morte bella e gloriosa. Allora poi Serse si diresse con l’esercito verso Atene.
Altro tentativo di traduzione
Dopo la morte di Dario, Serse figlio di Dario era re dell'Asia. Dunque Serse voleva vendicare la precedente sconfitta e voleva sottomettere tutta la Grecia. Perciò conduceva l'immensa campagna militare per terra e per mare fino all'Europa e dapprima la buona sorte era benevole a Serse. Infatti Leonida, stratega degli spartani impediva con trecento spartiati e con pochi alleati nelle termopili l'entrata dei Persiani nella Grecia. Efialte, il traditore conduceva i nemici alle spalle dei Lacedemoni. Leonida e gli Spartiati erano distrutti dai nemici e avevano la morte gloriosa e famosa. Serse con l'esercito iungeva ad Atene
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La città di Sparta
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE da Mondo greco
TRADUZIONE
Sparta è nella Laconia presso il fiume Eurota In Laconia i campi sono fruttiferi. Sparta però non era nominata per l'agricoltura ma per il coraggio per l'obedienza al comando e per la resistenza, era forte ed era molto onorata. Gli spartani erano bellicosi e resistenti ai dolori al caldo e al freddo, alla fame e alla sete. La vita dei soldati era senza sontuosità erano cacciatori per tutto il giorno nei boschi e sulle selvagge alture dell'Eurota, pieni di Cervi di cinghiali di lupi di orsi e di lepri. Ai vecchi spartani era disonorevole imprarare altre arti o arti di guerra, perché combattevano coraggiosamente nelle azioni belliche.
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Plutone, poiché era innamorato di Persefone, la rapì all'insaputa della madre avendo l'appoggio di Zeus. Demetra camminava per tutta la terra cercandola con fiaccole di giorno e di notte: quando seppe che Plutone l'aveva rapita, adirandosi con gli dei lasciò il cielo, assumendo le sembianze di una donna giunse ad Eleusi. e dapprima si sedette sulla rupe chiamata da lei Agelasto presso la sorgente sacra chiamata Callicoro, poi andò da Cheleo. in quel tempo re degli Eleusi, quando le donne erano all'interno della casa e le dicevano di sedersi accanto a loro, una vecchia, di nome Iambe, avendo scherzato con la dea, fece sì che sorridesse. Perciò durante le Tesmoforie dicono che le donne sorridano. Zeus ordinò ad Ade di rimandare Core sulla terra. Ma Ade, perché la fanciulla non restasse troppo tempo presso la madre, le diede da mangiare un chicco di melagrana. Core, del tutto ignara delle conseguenze, lo inghiottì. Ascalafo, il figlio di Acheronte e Gorgira, la vide, e fece la spia: e Demetra gli gettò sopra un masso pesantissimo, là nell'Ade. Ma da allora Persefone deve rimanere con Ade un terzo dell'anno, e il resto può stare insieme agli altri Dèi.
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Il pianto di Serse Dal corso di lingua greca pag. 205 n°240
Ἐπεὶ δ᾽ ἐγένετο ἐν Ἀβύδῳ μέσῃ, ἠθέλησε Ξέρξης ἰδέσθαι πάντα τὸν στρατόν· καὶ προεπεποίητο γὰρ ἐπὶ κολωνοῦ ἐπίτηδες αὐτῷ ταύτῃ προεξέδρη λίθου λευκοῦ, ἐποίησαν δὲ Ἀβυδηνοὶ ἐντειλαμένου πρότερον βασιλέος, ἐνθαῦτα ὡς ἵζετο, κατορῶν ἐπὶ τῆς ἠιόνος ἐθηεῖτο καὶ τὸν πεζὸν καὶ τὰς νέας, θηεύμενος δὲ ἱμέρθη τῶν νεῶν ἅμιλλαν γινομένην ἰδέσθαι. Ἐπεὶ δὲ ἐγένετό τε καὶ ἐνίκων Φοίνικες Σιδώνιοι, ἥσθη τε τῇ ἁμίλλῃ καὶ τῇ στρατιῇ. 45. Ὡς δὲ ὥρα πάντα μὲν τὸν Ἑλλήσποντον ὑπὸ τῶν νεῶν ἀποκεκρυμμένον, πάσας δὲ τὰς ἀκτὰς καὶ τὰ Ἀβυδηνῶν πεδία ἐπίπλεα ἀνθρώπων, ἐνθαῦτα ὁ Ξέρξης ἑωυτὸν ἐμακάρισε, μετὰ δὲ τοῦτο ἐδάκρυσε. 46. Μαθὼν δέ μιν Ἀρτάβανος ὁ πάτρως, ὃς τὸ πρῶτον γνώμην ἀπεδέξατο ἐλευθέρως οὐ συμβουλεύων Ξέρξῃ στρατεύεσθαι ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα, οὗτος ὡνὴρ φρασθεὶς Ξέρξην δακρύσαντα εἴρετο τάδε. « Ὦ βασιλεῦ, ὡς πολλὸν ἀλλήλων κεχωρισμένα ἐργάσαο νῦν τε καὶ ὀλίγῳ πρότερον· μακαρίσας γὰρ σεωυτὸν δακρύεις ». Ὁ δὲ εἶπε « Ἐσῆλθε γάρ με λογισάμενον κατοικτεῖραι ὡς βραχὺς εἴη ὁ πᾶς ἀνθρώπινος βίος, εἰ τούτων γε ἐόντων τοσούτων οὐδεὶς ἐς ἑκατοστὸν ἔτος περιέσται ».