LA PACE DEL GRAN RE
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
Versione di greco Ellenion
Inizio: επει παρηγγειλεν ο Τιπιβαζος παρειναι τους βουλομενους υπακουσαι ην βασιλευς ειρηνην
fine: αυτονομους ειναι και μικραν και μεγαλην πολιν.
TRADUZIONE n. 1
Quando Tiribazo ingiunse che fossero presenti quelli che volevano udire la pace che il re mandava, velocemente si presentarono tutti. Quando si furono raccolti, Tiribazo mostrando le insegne del re leggeva le (condizioni) messe per iscritto. Queste stavano in questo modo: “Il re Artaserse ritiene giusto che le città dell'Asia e fra le isole Clazomene e Cipro siano sue, mentre (ritiene giusto) lasciare autonome le altre città greche sia piccole sia grandi tranne Lemno e Imbro e Sciro: (ritiene giusto che) queste siano degli Ateniesi come nel passato. Contro coloro che non accettano questa pace io muoverò guerra insieme a coloro che approvano queste condizioni sia per terra sia per mare sia con navi sia con risorse economiche”. Udendo dunque queste condizioni gli ambasciatori delle città le riferivano ciascuno alle loro città. E tutti quanti gli altri giuravano di ratificare queste condizioni, mentre i Tebani pretendevano di giurare per tutti i Beoti. Agesilao disse di non accettare tali promesse, qualora non giurino, come le indicazioni scritte del re recitavano, che saranno autonome sia una città piccola sia una grande.
Traduzione n. 2
quando Tiribazo invitò a presentarsi coloro che erano interessati a sottoscrivere la pace alle condizioni del Gran Re, tutti accorsero velocemente. Quando si furono raccolti, Tiribazo mostrando le insegne del re leggeva le (condizioni) messe per iscritto. Queste stavano in questo modo: “Il re Artaserse ritiene giusto che le città dell'Asia e fra le isole Clazomene e Cipro siano sue, mentre (ritiene giusto) lasciare autonome le altre
città greche sia piccole sia grandi tranne Lemno e Imbro e Sciro: (ritiene giusto che) queste siano degli Ateniesi come nel passato. Contro coloro che non accettano questa pace io muoverò guerra insieme a coloro che approvano queste condizioni sia per terra sia per mare sia con navi sia con risorse economiche”. Udendo dunque queste condizioni gli ambasciatori delle città le riferivano ciascuno alle loro città. E tutti quanti gli
altri giuravano di ratificare queste condizioni, mentre i Tebani pretendevano di giurare per tutti i Beoti. Agesilao disse di non accettare tali promesse, qualora non giurino, come le indicazioni scritte del re recitavano, che saranno autonome sia una città piccola sia una grande