Ellenisti 2 pagina 261 numero 12
Δουκετιος δε δια την ητταν εις την εσχατην ηλθεν απογνωσιν.Τελος δε νυκτος διαδρας αφιππευσεν εις τας Συρακουσας.Ετι δε νυκτος ουσης παρηλθεν εις την αγοραν ων Συρακωσιων...καταβιουν την ικανην αυτω χορηγιαν συναπεστειλαν. (da Diodoro Siculo)
Ducezio a cusa della sconfitta andò nell’estrema disperazione. Alla fine fuggito via di notte si allontanò a cavallo verso Siracusa. Essendo ancora notte, si avvicinò alla piazza di Siracusa e seduto ai piedi dell’altare della città divenne supplice, e consegnò sé stesso e la regione di cui era signore ai Siracusani. Accorrendo la folla per un fatto sorprendente alla piazza, gli arconti radunarono l’assemblea e proposero la decisione su cosa bisogna fare di Ducezio. Alcuni quindi di quelli abituati a parlare in assemblea consigliavano di punire come nemico e di infliggere la pena apposita sulle persone in errore. Invece le persone più colte che erano presenti fra gli anziani dichiaravano di salvare il supllice, e di rispettare la sorte e la vendetta degli dei; che bisognava infatti guardare non cosa è degno di subire Ducezio, ma cosa è conveniente ai Siracusani sia fatto; infatti non è conveniente uccidere chi è caduto nella sfortuna, salvare invece nello stesso tempo la pietà presso gli dei e il supplice è cosa degna di magnanimità del popolo. Il popolo quasi all’unanimità da ogni parte gridava di salvare il supplice. I Siracusani quindi avendo assolto Ducezio mandarono a Corinto, avendo odinato di trascorrere la vita lì gli inviarono sufficinte abbondanza di beni. (by Stuurm)