Τηλεμαχος υψοροφον θαλαμον πατρος, ευρυν, ενθα χρυσος και χαλκος εκειτο και ευωδες ελαιον. ... νοστον πευσομενος πατρος φιλου.
QUI trovi lo stesso titolo ma DIVERSA da Ellenisti 1 pagina 294 numero 63
traduzione di Ellenisti 1 pagina 222 numero 8
Telemaco raggiunse l'alto talamo del padre, ampio, dove si trovava oro, bronzo e olio profumato. Qui c'erano giare di antico vino dolce, in fila dalla parte del muro, che avevano all'interno una bevanda straordinaria, qualora Odisseo fosse tornato una volta o l'altra a casa. C'erano le porte a due battenti sbarrate. In questo talamo una dispensiera, Euriclea, sorvegliava tutto. Telemaco allora la condusse verso il talamo e disse "Maia dammi del vino nelle anfore, attingilo dolce. Riempimi con la farina le otri, siano venti misure di farina di grano macinato. Questo è il solo sappilo. Questa sera lo prenderò. Allora va verso il piano superiore dove dorme la madre. Io infatti vado a Sparta ed anche alla sabbiosa Pilo, per sapere del ritorno del (mio) amato padre.