Ellenisti 1 pagina 251 numero 7
Λυκουργος ξενηλασιαν εποιησατο· διο ουτ'εμπορος ουτε σοφιστης ουτε μαντις η αγυρτης ουτε των κατασκευασματων δημιουργος εισηει εις την Σπαρτην. ... Ως καλον εστιν, ω εταροι, δια των εργων επιδειξαι τον πλουτον οποιος εστι φη αληθεια, οτι τυφλος.
Licurgo fece bando degli stranieri; perciò né viaggiatore né sofista né indovino o indovino girovago né artigiano di suppellettili preziose entrava a Sparta. Infatti non lasciò presso di loro legge di facile uso, introdusse solo quella ferrea. Introdusse i pasti comuni a combattere la dissolutezza e a togliere l’invidia di chi pensa essere ricco. In ogni caso verso quelli che la cercavano stabilì per ciò questo, “in modo che” disse “accettino prontamente le disposizioni, e ci sia porzione uguale di cibo e di bevanda, e il ricco non abbia di più del povero né qualche bevanda o cibo ma nondimeno letto o suppellettili o nel complesso qualcun’altro”. Rendendo il ricco non invidiabile, essendo in grado i cittadini né di servire né di mostrare, diceva agli amici “Come è bello, o amici, con i fatti mostrare il ricco come è in verità, cioè un cieco”.