CIRO DA PROVA DI GRANDE DOMINIO DI SE'
VERSIONE DI GRECO di Senofonte
TRADUZIONE dal libro Euloghia - pag. 403. 204
INIZIO: Αλλ' εγώ, ἒφη, ἐξᾐρουμην σοι...
FINE: ... καθᾑμην εκείμην θεώμενος
TRADUZIONE
"Ma io invece sì, disse, quando noi riservammo questa per te, e allora, quando entrammo nella sua tenda, dapprima non la riconoscemmo, infatti era seduta a terra e tutte le ancelle erano intorno a lei; e pertanto aveva un vestito simile a quello delle schiave. Poichè, volendo conoscere quale fosse la padrona, osservammo tutte, subito apparve chiaro che era superiore a tutte le altre, sebbene fosse velata e sebbene guardasse a terra. Quando le ordinarono di alzarsi, tutte quelle che le erano attorno, si alzarono assieme a lei, dapprima si distinse per la grandezza e dopo anche per la virtù e la dignità, sebbene stesse con abiti umili. Era chiaro che le scendevano lacrime, alcune sul peplo, altre sui piedi. Sai bene- disse- o Ciro, come è sembrato opportuno a me e a tutti gli altri che la videro, che non fosse mai nata o vissuta una donna talmente lontana dalle mortali in Asia; ma sicuramente - disse- guardala anche tu". E Ciro disse "Per Zeus, ne sarò grandemente assoggettato se è così come tu dici". "Perchè mai?", chese il giovane. "Perchè- rispose- se proprio ora io, sentendoti dire che è bella, sarò persuaso ad andare a vederla, avendo il tempo libero, temo che molto più velocemente quella, quindi, mi convincerà a ritornare a vederla; di conseguenza, forse, avendo trascurato ciò che è necessario che io faccia, io potrei stare qui seduto a guardarla".