Serenità di Socrate dopo la condanna
Senofonte versione greco Grammata

τοὺς μὲν διδάσκοντας τοὺς μάρτυρας ὡς χρὴ ἐπιορκοῦντας καταψευδομαρτυρεῖν ἐμοῦ καὶ τοὺς πειθομένους τούτοις ἀνάγκη ἐστὶ πολλὴν ἑαυτοῖς συνειδέναι ἀσέβειαν καὶ ἀδικίαν· ἐμοὶ δὲ τί προσήκει νῦν μεῖον φρονεῖν ἢ πρὶν κατακριθῆναι, μηδὲν ἐλεγχθέντι ὡς πεποίηκά τι ὧν ἐγράψαντό με; οὐδὲ γὰρ ἔγωγε ἀντὶ Διὸς καὶ Ἥρας καὶ τῶν σὺν τούτοις θεῶν οὔτε θύων τισὶ καινοῖς δαίμοσιν οὔτε ὀμνὺς οὔτε νομίζων λλους θεοὺς ἀναπέφηνα. τούς γε μὴν νέους πῶς ἂν διαφθείροιμι καρτερίαν καὶ εὐτέλειαν προσεθίζων; ἐφ' οἷς γε μὴν ἔργοις κεῖται θάνατος ἡ ζημία, ἱεροσυλίᾳ, τοιχωρυχίᾳ, ἀνδραποδίσει, πόλεως προδοσίᾳ, οὐδ' αὐτοὶ οἱ ἀντίδικοι τούτων πρᾶξαί τι κατ' ἐμοῦ φασιν. ὥστε θαυμαστὸν ἔμοιγε δοκεῖ εἶναι ὅπως ποτὲ ἐφάνη ὑμῖν τοῦ θανάτου ἔργον ἄξιον ἐμοὶ εἰργασμένον. ἀλλ' οὐδὲ μέντοι ὅτι ἀδίκως ἀποθνῄσκω, διὰ τοῦτο μεῖον φρονητέον· οὐ γὰρ ἐμοὶ ἀλλὰ τοῖς καταγνοῦσι τοῦτο αἰσχρόν γάρ ἐστι.

"Gli uomini che hanno istruito i testimoni, dicendo loro che dovevano spergiurare e testimoniare il falso contro di me, e quelli che hanno creduto loro, devono necessariamente essere consapevoli d'aver commesso una grande empietà e una grande ingiustizia. Ma io, perché mai dovrei essere più umile ora di quanto non lo fossi prima della condanna, dal momento che non sono risultato colpevole di nessuna delle colpe che mi sono state imputate? Non sono mai stato visto sacrificare a nuove divinità o giurare sul loro nome o nominare altri dèi, al posto di Zeus, di Era e degli dèi che a loro si accompagnano. E come avrei potuto corrompere i giovani abituandoli alla fermezza e alla semplicità? Quanto ai delitti per i quali è prevista la pena di morte - sacrilegio, furto nelle abitazioni, asservimento di uomini liberi, tradimento contro la città -, neppure i miei avversari hanno affermato che io sia colpevole di una di queste azioni. Di conseguenza, mi sembra degno di stupore come io sia potuto sembrarvi responsabile di un'azione meritevole d'essere punita con la morte. Non certo per il fatto di morire ingiustamente devo essere meno fiero: ciò costituisce un'ignominia non per me, ma per coloro che mi hanno condannato. "